
Le assemblee dei lavoratori negli stabilimenti Airbus di Getafe, Illescas, Albacete, Tablada e San Pablo hanno votato il 20 luglio per respingere l'accordo su salari e telelavoro sostenuto dalla direzione e raggiunto con CCOO lo scorso venerdì, prolungando così lo sciopero nazionale iniziato il 1° luglio. Il memorandum respinto prevedeva un aumento salariale del 12% distribuito tra il 2026 e il 2027 e una riduzione dei giorni di lavoro da remoto dal 40% attuale al 20%. I sindacati di minoranza – SIPA, ATP, UGT, CGT e UTIL – hanno sostenuto che la proposta “non copre l’inflazione e compromette l’equilibrio tra vita lavorativa e privata”, convincendo la maggioranza a mantenere i picchetti. Sebbene lo sciopero riguardi la produzione e non le operazioni di volo, l’azione industriale inizia a influenzare i programmi di mobilità. Le compagnie aeree in attesa delle consegne degli A320neo e A350 dalla linea di assemblaggio finale di Getafe segnalano possibili ritardi di due-tre settimane, con conseguenti carenze di posti durante il picco estivo e necessità di wet-lease charter. L’impatto sui viaggiatori business è duplice: la carenza di aeromobili può ridurre le frequenze domestiche iberiche, mentre i voli navetta aziendali per gli ingegneri Airbus tra Tolosa e Siviglia sono già limitati a causa delle restrizioni agli ingressi degli stabilimenti. I travel manager dovrebbero monitorare gli avvisi di “cambio di equipaggiamento” delle compagnie e tenere d’occhio eventuali decreti di servizio minimo che il Ministero dei Trasporti potrebbe imporre se lo sciopero dovesse protrarsi fino ad agosto.
Fonte: Canal Sur Noticias