
La provincia di Stiria ha inasprito il suo già rigido regime di accoglienza: chiunque richieda il sostegno sociale di base deve ora firmare un documento di tre pagine intitolato “Regole di comportamento”, che impegna il firmatario a rispettare la “cultura guida cristiano-occidentale, i valori democratici occidentali e la parità di diritti tra donne e uomini” dell’Austria. Le regole, presentate lunedì dal consigliere per gli affari sociali dell’FPÖ, Hannes Amesbauer, sostituiscono la dichiarazione di integrazione di una pagina in uso dal 2022. Oltre a un impegno sui valori, il documento specifica che una decisione positiva sull’asilo garantisce una protezione temporanea e può essere revocata; che una decisione negativa dovrebbe essere seguita da un ritorno volontario; e che qualsiasi infrazione delle regole della struttura può comportare la riduzione o la revoca dei benefici. Vengono esplicitamente vietati simboli estremisti e veli integrali come burqa e niqab. Il governo provinciale sostiene che un linguaggio più severo “stabilirà aspettative chiare fin dal primo giorno” e ridurrà le controversie successive sul comportamento accettabile nei centri di accoglienza. I critici, tra cui la Caritas cattolica Diakonie, definiscono la misura “una politica simbolica che non favorisce l’integrazione” e avvertono che legare il sostegno sociale a un’ideologia potrebbe essere incostituzionale. La professoressa di diritto migratorio dell’Università di Vienna, Brigitte Ambros, condivide le preoccupazioni, sottolineando che l’Accordo federale sul sostegno sociale di base consente alle province di uniformare l’assistenza ma deve rispettare la legge federale contro le discriminazioni. Per i datori di lavoro che impiegano rifugiati o titolari di protezione sussidiaria in stabilimenti o cantieri della Stiria, l’impatto immediato è duplice: chi rifiuta di firmare l’impegno non potrà accedere a sistemazioni organizzate né ai sussidi di sostentamento, ritardando potenzialmente l’ingresso nel mercato del lavoro; al contrario, chi firma potrebbe beneficiare di una gestione più rapida, poiché gli operatori provinciali considerano il modulo un “filtro”. I reparti risorse umane dovrebbero quindi verificare al momento dell’assunzione se i nuovi arrivati dalla Stiria possiedono la dichiarazione firmata, poiché la mancanza di documentazione potrebbe comportare richieste di restituzione retroattive dei benefici e incertezze legali.
Fonte: ORF Steiermark
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