
Un tavolo rotondo organizzato a Nicosia il 30 luglio, in occasione della Giornata Mondiale delle Nazioni Unite contro la tratta di persone, ha evidenziato come i lavoratori stranieri a Cipro restino vulnerabili a sostituzioni contrattuali, salari trattenuti e catene di reclutamento opache. Avvocati, rappresentanti sindacali e ONG hanno sottolineato che il problema non risiede tanto nelle lacune legislative, quanto nella scarsa applicazione delle norme e nella limitata capacità dei migranti di far valere i propri diritti. L’avvocatessa Eleni Charalambous ha osservato che i cittadini non appartenenti all’UE spesso incontrano difficoltà nel districarsi tra le categorie di permessi di soggiorno e le procedure giudiziarie, con conseguenti lunghi periodi di lavoro irregolare o disoccupazione. I partecipanti hanno invitato il Dipartimento di Anagrafe e Migrazione a pubblicare informazioni aggiornate in tempo reale—disponibili in più lingue—per chiarire quando richiedenti asilo e studenti possono accettare un lavoro retribuito. I rappresentanti sindacali di SEK e PEO hanno proposto un’app per smartphone multilingue che spieghi i contratti collettivi, i diritti al salario minimo e le modalità di presentazione dei reclami, ispirandosi a piattaforme già utilizzate nei programmi per lavoratori stagionali in Finlandia e Portogallo. Hanno inoltre chiesto controlli più rigorosi sulle catene di subappalto nei settori alberghiero e agricolo, dove le commissioni di intermediazione possono far superare i 3.000 euro i costi totali di reclutamento per lavoratore. Il messaggio per i datori di lavoro è chiaro: i controlli di conformità saranno intensificati. Le aziende che sponsorizzano cittadini di paesi terzi dovrebbero rivedere le buste paga, assicurarsi che i contratti di lavoro corrispondano a quelli presentati alle autorità migratorie e preparare versioni tradotte delle linee guida sulla salute e sicurezza. Il governo, da parte sua, ha lasciato intendere che potrebbe legare le future quote di permessi di lavoro alla prova che le imprese adottino percorsi di reclutamento equi. Se attuate, queste proposte avvicinerebbero Cipro alla direttiva UE 2026 sul lavoro dignitoso nel turismo e potrebbero posizionare l’isola come una meta più sicura per i talenti internazionali—un aspetto cruciale mentre il settore dell’ospitalità si prepara ad accogliere un record di 4,5 milioni di visitatori il prossimo anno.
Fonte: Cyprus Mail
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