
Il sito del Ministero degli Esteri belga ha aggiornato silenziosamente il 14 settembre le pagine dedicate ai visti per dipendenti e lavoratori autonomi, specificando che la tassa federale di gestione di 242 € deve ora essere pagata prima di presentare qualsiasi domanda di visto D presso un’ambasciata. La modifica, segnalata nella sezione ‘Werknemer (gecombineerde vergunning)’, sostituisce le indicazioni precedenti che permettevano di fornire la prova di pagamento dopo il colloquio. Sebbene la tassa non sia una novità — introdotta il 1° luglio — gli avvocati avvertono che questa nuova procedura più rigida potrebbe creare problemi a chi invia i documenti tramite corriere. In assenza della prova di pagamento, alcune ambasciate stanno già rifiutando le pratiche, causando ritardi di settimane per personale essenziale ai progetti. I team HR che trasferiscono talenti in Belgio con il regime del Permesso Unico dovrebbero quindi effettuare i bonifici bancari almeno una settimana prima dell’appuntamento per il visto, includendo il riferimento obbligatorio al pagamento (CognomeNomeNazionalitàGGMMYYYY). In caso contrario, la pratica rischia di essere considerata ‘incompleta’, con la perdita dell’appuntamento e il rinvio degli arrivi alla stagione di punta del 2027. L’aggiornamento ribadisce inoltre che le domande possono essere presentate fino a sei mesi prima del viaggio, una flessibilità preziosa per le aziende che pianificano le assegnazioni del 2027 in un contesto di incertezze legate al Sistema Europeo di Informazione e Autorizzazione ai Viaggi (EES).