
Il costo dei controlli temporanei alle frontiere interne della Germania è destinato a finire sotto la lente del Parlamento. In una “Kleine Anfrage” (interrogazione minore) presentata il 14 settembre 2026 (documento 21/7934), il Partito della Sinistra ha chiesto al Governo federale chiarimenti sull’onere finanziario e di personale legato ai controlli reintrodotti dal marzo 2026 ai valichi stradali, ferroviari e autostradali di Francoforte (Oder). I controlli, giustificati dal Ministero dell’Interno come risposta alle reti di trafficanti di persone attive lungo la cosiddetta rotta bielorussa, rappresentano la misura più estesa in Germania dai tempi della crisi dei rifugiati del 2015.
Se da un lato viaggiatori d’affari e pendolari si sono abituati ai controlli a campione, le aziende di logistica segnalano ritardi medi di 40-60 minuti per camion sull’autostrada A12 nelle ore di punta. Ora i parlamentari vogliono dati concreti: quante ore di servizio della Bundespolizei sono state impiegate? Quali sono i costi per gli straordinari? E qual è l’impatto sui flussi commerciali lungo il trafficato corridoio Rotterdam-Warsavia? L’ultimo dato pubblico risale a maggio, quando il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt aveva parlato di 38 milioni di euro in costi aggiuntivi per la polizia fino ad aprile.
Se il governo risponderà prima della scadenza dell’autorizzazione semestrale, fissata al 15 settembre, i deputati potrebbero avviare un dibattito sull’opportunità di un’eventuale proroga. Le associazioni di categoria, tra cui l’Associazione tedesca della logistica (BVL), spingono per un ritorno alle pattuglie mobili anziché ai posti di blocco fissi, sostenendo che gli ingorghi danneggiano la competitività delle esportazioni tedesche. Per i team di mobilità globale, l’interrogazione parlamentare va oltre la politica: ogni proroga richiede una notifica preventiva secondo il Codice delle frontiere di Schengen. Un rinnovo dell’ultimo minuto potrebbe complicare i piani di viaggio dei titolari di visto e sollevare dubbi sul timbro del passaporto per i pendolari che attraversano la frontiera più volte a settimana.
Se da un lato viaggiatori d’affari e pendolari si sono abituati ai controlli a campione, le aziende di logistica segnalano ritardi medi di 40-60 minuti per camion sull’autostrada A12 nelle ore di punta. Ora i parlamentari vogliono dati concreti: quante ore di servizio della Bundespolizei sono state impiegate? Quali sono i costi per gli straordinari? E qual è l’impatto sui flussi commerciali lungo il trafficato corridoio Rotterdam-Warsavia? L’ultimo dato pubblico risale a maggio, quando il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt aveva parlato di 38 milioni di euro in costi aggiuntivi per la polizia fino ad aprile.
Se il governo risponderà prima della scadenza dell’autorizzazione semestrale, fissata al 15 settembre, i deputati potrebbero avviare un dibattito sull’opportunità di un’eventuale proroga. Le associazioni di categoria, tra cui l’Associazione tedesca della logistica (BVL), spingono per un ritorno alle pattuglie mobili anziché ai posti di blocco fissi, sostenendo che gli ingorghi danneggiano la competitività delle esportazioni tedesche. Per i team di mobilità globale, l’interrogazione parlamentare va oltre la politica: ogni proroga richiede una notifica preventiva secondo il Codice delle frontiere di Schengen. Un rinnovo dell’ultimo minuto potrebbe complicare i piani di viaggio dei titolari di visto e sollevare dubbi sul timbro del passaporto per i pendolari che attraversano la frontiera più volte a settimana.
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