
Gli esportatori tedeschi sono stati avvertiti di prepararsi a nuove interruzioni sul corridoio dei Balcani occidentali, dopo che il sindacato serbo dei camionisti PuMedTrans ha minacciato blocchi indefiniti a partire dal 14 settembre 2026. Un briefing della Camera di Commercio e Industria di Coblenza (IHK Koblenz), diffuso quella mattina, evidenzia la crescente frustrazione tra gli autisti serbi e bosniaci, che raggiungono il limite di 90 giorni nell’area Schengen durante i viaggi di andata e ritorno verso la Germania. Secondo le attuali norme UE, i conducenti di paesi terzi possono trascorrere solo 90 giorni in un periodo di 180 giorni nella zona Schengen, a meno che non ottengano un visto di lavoro nazionale, una procedura che le PMI del trasporto definiscono burocratica e costosa. Gli autotrasportatori lamentano che i viaggi brevi e ripetuti vengono conteggiati sullo stesso limite temporale, costringendoli a ruotare gli equipaggi o a lasciare i camion al confine una volta esaurito il periodo consentito. Le proteste previste potrebbero interessare il corridoio A3 attraverso Croazia, Slovenia e Austria, oltre ai valichi serbi con l’Ungheria. L’IHK Koblenz consiglia agli spedizionieri tedeschi di prevedere tempi di transito più lunghi nelle pianificazioni di consegna, di valutare alternative ferroviarie o via mare breve e di avvertire i clienti di possibili ritardi. A lungo termine, le federazioni di settore chiedono a Berlino di promuovere un’esenzione a livello UE per i conducenti professionisti, simile a quelle già esistenti per marittimi e equipaggi aerei. Sebbene la Germania consenta procedure semplificate per il visto C ai conducenti regolari su rotte bilaterali, il ministero dei trasporti serbo segnala che la quota mensile di 500 permessi è “ben al di sotto della domanda”. Se i blocchi si concretizzeranno, i fornitori automotive di Baden-Württemberg e Baviera — molti dei quali dipendono da consegne just-in-sequence di cablaggi e stampi in plastica dalla Macedonia del Nord — potrebbero essere i primi a risentirne.
Fonte: IHK Koblenz
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