
La dashboard della Commissione Europea sulla “Reintroduzione Temporanea dei Controlli alle Frontiere” è stata aggiornata il 21 settembre, includendo nuove misure spagnole e, cosa importante per le imprese, confermando che la Francia manterrà i controlli a tutte le frontiere interne terrestri, marittime e aeree fino al 31 ottobre 2026. Parigi ha reintrodotto i controlli nel 2015 dopo gli attacchi terroristici, giustificando le successive proroghe con minacce jihadiste, reti di trafficanti di persone intorno a Calais e l’aumento della violenza antisemita. L’ultima notifica francese amplia le motivazioni includendo la preparazione della sicurezza per il vertice G7 di giugno 2027 a Évian e il possibile effetto di ricaduta dal Medio Oriente. I viaggiatori in ingresso in Francia da Belgio, Germania, Lussemburgo, Italia, Spagna, Svizzera o tramite Eurostar possono quindi ancora essere sottoposti a controlli d’identità, ispezioni della polizia sui veicoli aziendali e, in alcuni casi, brevi colloqui secondari. Per le multinazionali che spostano personale tra uffici UE, la persistenza dei controlli interni implica che i team HR debbano continuare a gestire le attestazioni di spostamento professionale e verificare che i dipendenti non UE siano in possesso di permessi di soggiorno o visti Schengen multi-ingresso validi oltre ottobre. Le aziende di trasporto dovrebbero prevedere possibili code sull’autostrada franco-spagnola AP-7/A9 e controlli a campione sui TGV. Sebbene il Codice Schengen limiti i controlli interni a un massimo di tre anni in circostanze eccezionali, la Francia si avvicina al limite legale e dovrà presentare valutazioni dettagliate di proporzionalità per eventuali ulteriori proroghe. Gruppi di pressione come Business Europe hanno sollecitato gli Stati membri a preferire una cooperazione di polizia mirata anziché controlli generalizzati alle frontiere, sostenendo che questi ultimi comportano un costo logistico aggiuntivo di 1 miliardo di euro all’anno. Tuttavia, con il Sistema di Entrata/Uscita (EES) già operativo alle frontiere esterne e l’ETIAS previsto per la fine del 2026, molti analisti ritengono che Parigi manterrà i controlli interni almeno fino al vertice G7. Le aziende dovrebbero quindi prevedere margini di flessibilità nei programmi di viaggio e includere promemoria sulla validità del passaporto nelle comunicazioni ai dipendenti.
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