
Il sito di analisi indipendente EESQueue ha pubblicato il suo rapporto di settembre il 21 settembre 2026, confermando che la Francia rimane tra gli Stati Schengen con i tempi di attesa biometrici più lunghi ai confini, a cinque mesi dall’entrata a pieno regime del Sistema di Entrata/Uscita (EES). I dati raccolti tramite crowd-sourcing e verificati dagli operatori indicano che le code medie per l’ingresso negli hub francesi si aggirano intorno ai 75 minuti, con picchi superiori alle due ore all’aeroporto di Parigi-Charles-de-Gaulle durante gli arrivi del sabato mattina.
Sebbene la Francia sia uno dei sei Paesi autorizzati dall’UE a utilizzare la modalità “flex”, che consente la timbratura manuale del passaporto quando le code superano i tempi soglia, il rapporto evidenzia come compagnie aeree e aeroporti facciano fatica a gestire il passaggio tra processi automatizzati e manuali, lasciando i viaggiatori in una situazione di incertezza tra chioschi automatici e sportelli tradizionali. I passeggeri in business class godono di un leggero vantaggio grazie alle corsie prioritarie, ma i responsabili della mobilità segnalano come le coincidenze ferroviarie e gli incontri intra-UE ravvicinati rappresentino un problema crescente.
I dati mostrano inoltre che 76 dei 128 aeroporti Schengen monitorati hanno registrato problemi significativi di coda, sottolineando la curva di adattamento a livello continentale. Il Ministero dell’Interno ha comunicato ai gruppi di settore che entro metà ottobre saranno installati ulteriori chioschi a CDG e a Lione Saint-Exupéry, e ha chiesto alle compagnie aeree di distribuire gli arrivi di grandi aeromobili nelle prime ore del mattino. Nel frattempo, le aziende consigliano ai viaggiatori di prevedere almeno tre ore tra l’atterraggio e i successivi collegamenti ferroviari o voli regionali nazionali.
Per i pianificatori della mobilità globale il messaggio è chiaro: prevedere ampi margini nei programmi di viaggio, preregistrare impronte digitali e immagini facciali quando le app delle compagnie lo consentono, e ricordare ai titolari di visti a lungo termine o permessi di soggiorno di portare con sé i propri documenti, poiché queste categorie sono esentate dalla registrazione EES ma potrebbero dover mostrare prove alle autorità di frontiera.
Sebbene la Francia sia uno dei sei Paesi autorizzati dall’UE a utilizzare la modalità “flex”, che consente la timbratura manuale del passaporto quando le code superano i tempi soglia, il rapporto evidenzia come compagnie aeree e aeroporti facciano fatica a gestire il passaggio tra processi automatizzati e manuali, lasciando i viaggiatori in una situazione di incertezza tra chioschi automatici e sportelli tradizionali. I passeggeri in business class godono di un leggero vantaggio grazie alle corsie prioritarie, ma i responsabili della mobilità segnalano come le coincidenze ferroviarie e gli incontri intra-UE ravvicinati rappresentino un problema crescente.
I dati mostrano inoltre che 76 dei 128 aeroporti Schengen monitorati hanno registrato problemi significativi di coda, sottolineando la curva di adattamento a livello continentale. Il Ministero dell’Interno ha comunicato ai gruppi di settore che entro metà ottobre saranno installati ulteriori chioschi a CDG e a Lione Saint-Exupéry, e ha chiesto alle compagnie aeree di distribuire gli arrivi di grandi aeromobili nelle prime ore del mattino. Nel frattempo, le aziende consigliano ai viaggiatori di prevedere almeno tre ore tra l’atterraggio e i successivi collegamenti ferroviari o voli regionali nazionali.
Per i pianificatori della mobilità globale il messaggio è chiaro: prevedere ampi margini nei programmi di viaggio, preregistrare impronte digitali e immagini facciali quando le app delle compagnie lo consentono, e ricordare ai titolari di visti a lungo termine o permessi di soggiorno di portare con sé i propri documenti, poiché queste categorie sono esentate dalla registrazione EES ma potrebbero dover mostrare prove alle autorità di frontiera.
Fonte: EESQueue
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