
La compagnia di bandiera indiana Air India e la low-cost con sede a Dubai flydubai hanno siglato un accordo interline bidirezionale e speciale-prorate che consentirà la vendita di biglietti integrati e il check-through dei bagagli su oltre 120 rotte combinate. Annunciato il 24 settembre, l’accordo apre 52 nuove opzioni di viaggio con uno scalo per i clienti Air India in transito a Dubai verso la rete flydubai in Europa, CSI, Africa e Medio Oriente, mentre i passeggeri flydubai avranno accesso a 69 destinazioni Air India in India, Sud-est asiatico e oltre, tramite Delhi e Mumbai.
Per i responsabili dei viaggi aziendali, la partnership è di grande rilievo: colma lacune storiche, come capitali secondarie africane e mercati emergenti dell’Asia centrale, nel corridoio di viaggio business India-Golfo, riducendo i tempi di percorrenza fino a sei ore rispetto agli itinerari multi-scala attuali. I team di travel policy dovranno aggiornare i sistemi di distribuzione globale per riflettere le nuove classi tariffarie AI-FZ, disponibili nei GDS mondiali dal 1° ottobre.
Strategicamente, la collaborazione rafforza il ruolo di Dubai come super-connector per il Sud Asia, integrando la portata a lungo raggio di Emirates e sostenendo l’ambizione dell’emirato di gestire 100 milioni di passeggeri entro il 2030. Per Air India, ora sotto la proprietà del Gruppo Tata, l’accordo amplia la presenza internazionale post-privatizzazione senza impegnare preziosi aerei a lungo raggio. flydubai beneficia invece di un feed verso il suo portafoglio in crescita in Europa e Caucaso, in vista della stagione invernale di punta.
I passeggeri potranno usufruire di itinerari con un unico biglietto, bagagli etichettati fino a destinazione finale e tempi minimi di connessione coordinati tra il Terminal 2 e il Terminal 3 dell’Aeroporto Internazionale di Dubai. Entrambe le compagnie stanno lavorando per un programma reciproco di accumulo miglia e un possibile codeshare nel 2027, soggetto a approvazioni regolamentari. Le aziende con dipendenti che viaggiano tra India e UAE dovrebbero rivedere i contratti con i vettori preferiti: l’interline potrebbe offrire soluzioni più economiche rispetto ai vettori full-service tradizionali, soprattutto nelle cabine premium economy recentemente introdotte da Air India sui 787 rinnovati.
Per i responsabili dei viaggi aziendali, la partnership è di grande rilievo: colma lacune storiche, come capitali secondarie africane e mercati emergenti dell’Asia centrale, nel corridoio di viaggio business India-Golfo, riducendo i tempi di percorrenza fino a sei ore rispetto agli itinerari multi-scala attuali. I team di travel policy dovranno aggiornare i sistemi di distribuzione globale per riflettere le nuove classi tariffarie AI-FZ, disponibili nei GDS mondiali dal 1° ottobre.
Strategicamente, la collaborazione rafforza il ruolo di Dubai come super-connector per il Sud Asia, integrando la portata a lungo raggio di Emirates e sostenendo l’ambizione dell’emirato di gestire 100 milioni di passeggeri entro il 2030. Per Air India, ora sotto la proprietà del Gruppo Tata, l’accordo amplia la presenza internazionale post-privatizzazione senza impegnare preziosi aerei a lungo raggio. flydubai beneficia invece di un feed verso il suo portafoglio in crescita in Europa e Caucaso, in vista della stagione invernale di punta.
I passeggeri potranno usufruire di itinerari con un unico biglietto, bagagli etichettati fino a destinazione finale e tempi minimi di connessione coordinati tra il Terminal 2 e il Terminal 3 dell’Aeroporto Internazionale di Dubai. Entrambe le compagnie stanno lavorando per un programma reciproco di accumulo miglia e un possibile codeshare nel 2027, soggetto a approvazioni regolamentari. Le aziende con dipendenti che viaggiano tra India e UAE dovrebbero rivedere i contratti con i vettori preferiti: l’interline potrebbe offrire soluzioni più economiche rispetto ai vettori full-service tradizionali, soprattutto nelle cabine premium economy recentemente introdotte da Air India sui 787 rinnovati.
Fonte: Gulf News
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