
In una decisione che potrebbe rivoluzionare il lavoro quotidiano dei responsabili della mobilità aziendale e dei consulenti per l’immigrazione, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha accettato il 1° ottobre 2026 di esaminare un ricorso contro una norma dell’era Trump che vieta a molti non cittadini di ottenere udienze per la cauzione mentre i loro casi di immigrazione sono in corso. La politica, introdotta per la prima volta dal Dipartimento della Sicurezza Interna (DHS) nel 2025, impone all’Immigrazione e alla Dogana degli Stati Uniti (ICE) di trattenere in custodia la maggior parte dei recenti attraversatori di confine e delle persone con determinati precedenti penali fino alla conclusione dei loro casi, indipendentemente dal rischio di fuga o dai legami familiari. Gli avvocati specializzati in immigrazione aziendale segnalano che la norma ha già allungato i tempi di attesa e complicato le assegnazioni internazionali. I dipendenti sottoposti a detenzione obbligatoria non possono firmare procure, vendere proprietà o ottenere documenti di viaggio, bloccando i trasferimenti all’estero e lasciando le filiali statunitensi con personale insufficiente. Anche i team delle risorse umane hanno incontrato difficoltà nell’aggiornare i moduli I-9 quando assegnati chiave vengono trattenuti inaspettatamente. I difensori dei diritti civili sostengono che la politica di detenzione generalizzata violi la clausola del giusto processo e superi l’autorità conferita al DHS dal Congresso. L’amministrazione Biden aveva sospeso la norma nel 2023, ma il presidente Trump l’ha ripristinata con un ordine esecutivo dopo il suo ritorno in carica nel 2025. Due corti d’appello si sono divise sulla sua legittimità, spingendo la Corte Suprema a intervenire. Le udienze orali si terranno a gennaio 2027 e la decisione è attesa entro giugno. Se i giudici annulleranno la norma, le aziende potranno nuovamente ottenere il rilascio condizionato per i lavoratori stranieri di valore durante il procedimento. Se la politica verrà confermata, i datori di lavoro multinazionali dovranno ampliare i piani di emergenza, inclusi sistemi di lavoro a distanza all’estero, per far fronte a periodi di detenzione più lunghi. In ogni caso, i team di mobilità dovrebbero monitorare le procedure per la programmazione delle udienze per la cauzione presso gli uffici locali ICE, preparare in anticipo i moduli G-28 firmati e prevedere nel budget eventuali spese legali legate alla detenzione almeno fino a metà 2027.
Fonte: Associated Press