
La compagnia aerea low-cost Ryanair ha confermato un significativo ridimensionamento delle sue operazioni all’Aeroporto Internazionale di Vienna per la stagione invernale 2026/27. In un’intervista rilasciata l’8 ottobre al manager austriaco Andreas Gruber, la compagnia ha annunciato che baserà solo dodici aeromobili a Vienna, rispetto ai quattordici di questa estate e ai sedici dello scorso inverno, e interromperà dieci collegamenti diretti dall’aeroporto austriaco, tra cui Copenhagen, Marsiglia, Tel Aviv e Varsavia. Verranno inoltre cancellate due rotte dai regionali di Linz e Klagenfurt verso Londra-Stansted.
Ryanair attribuisce questa decisione a un contesto di costi ritenuto non competitivo: una tassa austriaca sull’aviazione di 12 euro per passeggero in partenza, un aumento del 30% delle tariffe aeroportuali di Vienna e un forte incremento delle tariffe per il controllo del traffico aereo dall’inizio della pandemia. In un comunicato stampa aziendale diffuso il giorno precedente, la compagnia ha criticato il governo Stocker per non aver abolito la tassa, sottolineando come paesi vicini come Slovacchia, Ungheria e Italia abbiano eliminato imposte simili per favorire la crescita.
Per i viaggiatori business, il taglio riduce significativamente la disponibilità di tariffe basse su rotte servite anche da Austrian Airlines. Sebbene la maggior parte delle destinazioni manterrà almeno un volo diretto, la riduzione dei posti disponibili potrebbe far aumentare le tariffe medie e limitare la flessibilità degli orari, soprattutto per viaggi brevi e per le PMI sensibili al prezzo. I travel manager sono invitati a rivedere gli accordi aziendali con le compagnie aeree e a valutare alternative ferroviarie, come i servizi notturni ÖBB, quando possibile.
Il ridimensionamento avrà anche ripercussioni sul mercato del lavoro: Ryanair stima la perdita di 80 posti di lavoro legati ai due aeromobili ritirati. L’aeroporto di Vienna, che nel 2025 ha gestito un record di 6,7 milioni di passeggeri Ryanair, ha già previsto una crescita più lenta del traffico nel 2026. Dal punto di vista politico, la controversia aumenta la pressione sul governo austriaco affinché riveda la tassa sull’aviazione prima della revisione della strategia turistica del 2027.
Nel breve termine, viaggiatori e team di relocation dovrebbero monitorare attentamente l’inventario GDS, poiché Ryanair eliminerà i voli cancellati in modo graduale nelle prossime settimane, e verificare eventuali impatti sulle prenotazioni esistenti. Le aziende con elevati volumi di mobilità sulle rotte interessate potrebbero valutare di aprire trattative con Austrian Airlines o Wizz Air per accordi di blocco posti o sconti corporate.
Ryanair attribuisce questa decisione a un contesto di costi ritenuto non competitivo: una tassa austriaca sull’aviazione di 12 euro per passeggero in partenza, un aumento del 30% delle tariffe aeroportuali di Vienna e un forte incremento delle tariffe per il controllo del traffico aereo dall’inizio della pandemia. In un comunicato stampa aziendale diffuso il giorno precedente, la compagnia ha criticato il governo Stocker per non aver abolito la tassa, sottolineando come paesi vicini come Slovacchia, Ungheria e Italia abbiano eliminato imposte simili per favorire la crescita.
Per i viaggiatori business, il taglio riduce significativamente la disponibilità di tariffe basse su rotte servite anche da Austrian Airlines. Sebbene la maggior parte delle destinazioni manterrà almeno un volo diretto, la riduzione dei posti disponibili potrebbe far aumentare le tariffe medie e limitare la flessibilità degli orari, soprattutto per viaggi brevi e per le PMI sensibili al prezzo. I travel manager sono invitati a rivedere gli accordi aziendali con le compagnie aeree e a valutare alternative ferroviarie, come i servizi notturni ÖBB, quando possibile.
Il ridimensionamento avrà anche ripercussioni sul mercato del lavoro: Ryanair stima la perdita di 80 posti di lavoro legati ai due aeromobili ritirati. L’aeroporto di Vienna, che nel 2025 ha gestito un record di 6,7 milioni di passeggeri Ryanair, ha già previsto una crescita più lenta del traffico nel 2026. Dal punto di vista politico, la controversia aumenta la pressione sul governo austriaco affinché riveda la tassa sull’aviazione prima della revisione della strategia turistica del 2027.
Nel breve termine, viaggiatori e team di relocation dovrebbero monitorare attentamente l’inventario GDS, poiché Ryanair eliminerà i voli cancellati in modo graduale nelle prossime settimane, e verificare eventuali impatti sulle prenotazioni esistenti. Le aziende con elevati volumi di mobilità sulle rotte interessate potrebbero valutare di aprire trattative con Austrian Airlines o Wizz Air per accordi di blocco posti o sconti corporate.
Fonte: Gast.at
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