
Il parlamento austriaco ha agito rapidamente il 15 ottobre 2026 per ricalibrare la sua risposta alla prolungata crisi di sfollamento causata dalla guerra della Russia contro l’Ucraina. In una seduta mattutina, il Comitato principale del Consiglio nazionale ha approvato l’emendamento del ministro dell’Interno Gerhard Karner alla Vertriebenen-Verordnung, il decreto che recepisce in Austria la direttiva UE sulla protezione temporanea. La modifica più significativa ritira il diritto automatico di soggiorno per gli uomini ucraini soggetti all’ordine di mobilitazione generale di Kiev, che quindi non possono lasciare il paese. Chi arriva in Austria dopo luglio 2026 e non dimostra di aver adempiuto agli obblighi militari perderà lo status di protezione temporanea e, di conseguenza, il diritto all’alloggio, alle indennità di sussistenza e all’accesso illimitato al mercato del lavoro. Vienna giustifica la misura come un gesto di solidarietà verso le forze armate ucraine e una difesa preventiva contro la documentazione fraudolenta. Inoltre, l’Austria chiude la scappatoia della “doppia protezione”: gli ucraini sfollati già registrati in un altro Stato membro UE/SEE non potranno più richiedere lo stesso status in Austria, una pratica che, secondo il ministero dell’Interno, ha complicato la contabilità della sicurezza sociale e sovraccaricato le strutture di accoglienza nelle province di confine come il Burgenland. Contemporaneamente, l’emendamento facilita il passaggio degli ucraini ben integrati ai normali canali migratori austriaci. I titolari di protezione temporanea che rinunciano a tale status possono, se soddisfano i requisiti di lingua, reddito e alloggio, ottenere permessi di soggiorno secondo il Niederlassungs- und Aufenthaltsgesetz (NAG) e, infine, la carta Red-White-Red o il permesso di soggiorno UE di lungo periodo. Secondo il ministero, 11.000 ucraini possiedono già un titolo NAG; il cambiamento dovrebbe accelerare l’integrazione nel mercato del lavoro in settori con acute carenze di competenze, dall’IT all’assistenza agli anziani. I consulenti per l’immigrazione d’impresa accolgono con favore la chiarezza: le aziende che impiegano ucraini sfollati ora sanno quali dipendenti possono puntare a contratti a lungo termine e quali potrebbero dover tornare. Tuttavia, le ONG mettono in guardia su zone grigie legali: se un uomo ucraino dovesse essere successivamente esentato dalla leva, potrà riottenere la protezione temporanea? Il ministero dell’Interno ha promesso indicazioni successive entro poche settimane, sottolineando che i dettagli attuativi determineranno se la politica riuscirà a bilanciare solidarietà, sicurezza e pragmatismo economico.
Fonte: Parlament Österreich
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