
L’operatore aeroportuale Groupe ADP, che gestisce Paris-Charles-de-Gaulle e Paris-Orly, ha rivisto al ribasso le previsioni di traffico passeggeri per l’intero 2026, prevedendo ora un «leggero calo» rispetto al 2025, anziché la crescita dello 0,5% indicata in precedenza. La revisione segue un calo del 1,6% su base annua nel traffico di settembre, con 9,1 milioni di passeggeri, come riportato nel comunicato regolatorio del 15 ottobre. La direzione attribuisce il rallentamento all’inflazione persistente dei prezzi del carburante, alla riduzione della capacità da parte delle compagnie a lungo raggio e a una domanda più debole da parte dei viaggiatori leisure diretti in Nord America. Mentre il traffico domestico è cresciuto del 2,2%, i flussi Schengen sono diminuiti del 2,5% e i volumi verso il Medio Oriente del 6,5%. Per i budget di viaggio aziendali e trasferte, questo downgrade suggerisce che le compagnie aeree potrebbero mantenere una disciplina sulla capacità durante la stagione invernale IATA, mantenendo tariffe elevate su rotte corporate chiave come CDG–JFK e ORY–LIS. I dati sulle prenotazioni mostrano già una disponibilità limitata di posti nelle cabine premium per i movimenti di fine novembre. Un minore traffico potrebbe inoltre rallentare alcuni progetti commerciali non aeronautici di ADP: fonti interne indicano che i lavori di ristrutturazione della zona retail Hall 1 di Orly potrebbero slittare al secondo trimestre 2027. Tuttavia, ADP ha confermato l’obiettivo di EBITDA tra 2,3 e 2,35 miliardi di euro, suggerendo che il controllo dei costi sta compensando la debolezza dei volumi. I team di mobilità globale dovrebbero monitorare gli aggiornamenti sulla pianificazione delle reti aeree a CDG e ORY, poiché ulteriori tagli di capacità potrebbero influenzare i tempi di rilocazione, soprattutto per i carichi che richiedono spazio in stiva sui voli passeggeri.
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