
Due mesi dopo che l’amministrazione Trump ha imposto a settembre un supplemento senza precedenti di 100.000 dollari sulla maggior parte delle nuove richieste H-1B presentate dall’estero, i datori di lavoro iniziano a sentire il peso della misura. Un’analisi di ChannelE2E pubblicata il 3 novembre evidenzia come le piccole e medie imprese, insieme a molti fornitori di servizi gestiti (MSP), siano ormai esclusi dal programma a causa dei costi, mentre le grandi multinazionali tecnologiche assorbono la spesa per assicurarsi talenti chiave.
Gli analisti del settore intervistati riferiscono che le PMI, che un tempo sponsorizzavano solo poche visti per professioni specializzate all’anno, ora delocalizzano ruoli in Canada o Messico o si rivolgono a fornitori esterni. I grandi integratori e outsourcer affrontano costi aggiuntivi di milioni, ma restano impegnati, sostenendo che l’alternativa sarebbe una carenza di talenti che metterebbe a rischio progetti di intelligenza artificiale e cybersecurity.
La tassa si applica alle richieste presentate dal 21 settembre in poi per beneficiari fuori dagli Stati Uniti o per casi che richiedono notifica consolare. I titolari attuali di H-1B sono esentati per le estensioni, ma le richieste di cambio datore di lavoro avviate presso il consolato restano soggette al supplemento.
Sono attese sfide legali, ma per ora i responsabili HR devono rivedere i piani di forza lavoro e valutare opzioni di near-shoring o aumenti salariali interni. Gli esperti di immigrazione consigliano di discutere presto il budget: una media impresa con cinque richieste potrebbe dover affrontare mezzo milione di dollari in più di tasse solo in questo anno fiscale.
Gli analisti del settore intervistati riferiscono che le PMI, che un tempo sponsorizzavano solo poche visti per professioni specializzate all’anno, ora delocalizzano ruoli in Canada o Messico o si rivolgono a fornitori esterni. I grandi integratori e outsourcer affrontano costi aggiuntivi di milioni, ma restano impegnati, sostenendo che l’alternativa sarebbe una carenza di talenti che metterebbe a rischio progetti di intelligenza artificiale e cybersecurity.
La tassa si applica alle richieste presentate dal 21 settembre in poi per beneficiari fuori dagli Stati Uniti o per casi che richiedono notifica consolare. I titolari attuali di H-1B sono esentati per le estensioni, ma le richieste di cambio datore di lavoro avviate presso il consolato restano soggette al supplemento.
Sono attese sfide legali, ma per ora i responsabili HR devono rivedere i piani di forza lavoro e valutare opzioni di near-shoring o aumenti salariali interni. Gli esperti di immigrazione consigliano di discutere presto il budget: una media impresa con cinque richieste potrebbe dover affrontare mezzo milione di dollari in più di tasse solo in questo anno fiscale.
Fonte: ChannelE2E
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