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I viaggi aerei in partenza dalla Germania riprendono quota, ma restano sotto i livelli del 2019 – Berlino riduce la tassa sui biglietti e le tariffe del controllo del traffico aereo per accelerare la ripresa

dic 2, 2025
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I viaggi aerei in partenza dalla Germania riprendono quota, ma restano sotto i livelli del 2019 – Berlino riduce la tassa sui biglietti e le tariffe del controllo del traffico aereo per accelerare la ripresa
I viaggiatori d'affari tedeschi a lungo raggio finalmente trovano un vento favorevole. I nuovi dati dell'Ufficio Federale di Statistica mostrano che tra aprile e ottobre 2025 sono stati 68,5 milioni i passeggeri partiti dagli aeroporti tedeschi, con un aumento del 4,6% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Tuttavia, il dato complessivo resta ancora inferiore del 2,8% rispetto all’estate record del 2019, evidenziando la lenta ripresa del traffico internazionale nella più grande economia europea rispetto ai suoi vicini. Nell’UE, invece, i volumi di passeggeri hanno già superato del 3% i livelli pre-pandemia.

Francoforte e Monaco, i due hub globali del Paese, hanno risentito maggiormente di questo divario. Le compagnie aeree indicano una combinazione di prudenza ancora presente nei viaggi d’affari, prezzi dei biglietti più alti e la continua attrattiva di Amsterdam e Istanbul come scali di collegamento. Questa debolezza ha ripercussioni dirette sulle aziende tedesche orientate all’export: meno voli diretti a lungo raggio significano itinerari più lunghi per i dirigenti, tariffe di trasporto merci più elevate per carichi urgenti e una competizione più dura per i talenti internazionali che preferiscono voli diretti.

I viaggi aerei in partenza dalla Germania riprendono quota, ma restano sotto i livelli del 2019 – Berlino riduce la tassa sui biglietti e le tariffe del controllo del traffico aereo per accelerare la ripresa


Il governo di Berlino ha risposto con un pacchetto di sostegno all’aviazione negoziato dalla coalizione “Ampel 2.0” il mese scorso. Dal 1° gennaio 2026, la tassa poco popolare sui biglietti a lungo raggio scenderà da 70,83 a 58,06 euro per passeggero, riducendo di circa 50 euro il costo di un biglietto di andata e ritorno in business class intercontinentale. Le tariffe per il controllo del traffico aereo saranno ridotte di oltre il 10% in modo graduale fino al 2029, mentre la polizia federale è stata autorizzata a introdurre scanner più rapidi negli aeroporti secondari, seguendo il progetto pilota di Francoforte. Il Ministero dell’Interno sta inoltre riscrivendo le norme sui controlli di sicurezza per permettere a operatori privati di gestire il personale delle corsie, una misura che gli aeroporti stimano possa ridurre le code di un quarto.

I responsabili dei viaggi d’affari accolgono con favore queste misure, ma avvertono che devono essere accompagnate da cambiamenti strutturali. “La Germania ha bisogno di una base di costi competitiva a livello globale, altrimenti le compagnie sposteranno semplicemente la capacità verso Spagna, Turchia o Dubai,” ha dichiarato Stefanie Schulz-Richter, presidente dell’Associazione Tedesca dei Viaggi d’Affari (VDR). Il Gruppo Lufthansa, che gestisce ancora il 60% dei posti a lungo raggio tedeschi, ha ribadito che una regolamentazione stabile è la condizione necessaria per aumentare le frequenze verso i mercati in crescita dell’Asia-Pacifico.

Per i professionisti della mobilità il messaggio è duplice: prevedere tariffe aeree leggermente più basse nel 2026 per gli itinerari con partenza dalla Germania e monitorare i cambiamenti negli orari di volo la prossima primavera, quando le compagnie decideranno dove impiegare i nuovi aerei wide-body consegnati. Con le agevolazioni fiscali e tariffarie confermate, gli analisti prevedono che entro la fine dell’estate prossima i numeri dei viaggi outbound tedeschi colmeranno il gap residuo del 2,8% rispetto al 2019, a patto che le condizioni macroeconomiche non peggiorino.
Fonte: Reuters

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