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Datori di lavoro catalani chiedono un patto nazionale per incentivare l'immigrazione e colmare il crescente deficit di manodopera in Spagna

dic 5, 2025
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Datori di lavoro catalani chiedono un patto nazionale per incentivare l'immigrazione e colmare il crescente deficit di manodopera in Spagna
La più grande federazione imprenditoriale regionale della Spagna, Foment del Treball, ha colto l’occasione della presentazione di un nuovo rapporto demografico a Madrid il 4 dicembre per lanciare un appello insolito e diretto: un patto trasversale, che coinvolga tutti i partiti e la società civile, per facilitare l’ingresso e la permanenza dei lavoratori stranieri in Spagna.

Lo studio, realizzato dalla consulenza Opina360, evidenzia che l’economia spagnola avrà bisogno in media di 140.000 lavoratori immigrati aggiuntivi ogni anno nel prossimo decennio per evitare un deficit di 1,4 milioni di posti di lavoro. Josep Sánchez Llibre, presidente degli imprenditori catalani, ha avvertito che senza riforme rapide, le carenze già evidenti nei settori dell’edilizia, dell’ospitalità e della manifattura avanzata si allargheranno, compromettendo produttività, competitività e, in ultima analisi, le entrate fiscali.

Datori di lavoro catalani chiedono un patto nazionale per incentivare l'immigrazione e colmare il crescente deficit di manodopera in Spagna


I leader d’impresa sostengono che l’immigrazione sia l’unico strumento rapido a disposizione per contrastare la crescente crisi demografica spagnola: da un decennio i decessi superano le nascite, un lavoratore su cinque ha più di 55 anni e un’ondata di pensionamenti raggiungerà il picco nei primi anni ’30. Allo stesso tempo, i sondaggi mostrano che il 28% degli spagnoli associa ancora l’immigrazione all’insicurezza, alimentando resistenze politiche che Sánchez Llibre ha riconosciuto, ma che invita a fronteggiare con decisione.

Foment distribuirà il rapporto alla Confederazione Spagnola delle Organizzazioni Imprenditoriali (CEOE), ai sindacati, ai governi regionali e all’esecutivo centrale. Gli imprenditori chiedono un “Patto di Stato” che ampli le liste di assunzione per le professioni difficili da coprire, acceleri le procedure per i visti, riconosca più rapidamente le qualifiche straniere e investa in programmi di integrazione. Sostengono inoltre di estendere il nuovo regolamento sull’immigrazione del 2025 — che riduce i requisiti di residenza per i permessi di “arraigo” sociale e lavorativo — a più categorie di lavoratori e alle regioni colpite da spopolamento.

Per i team di mobilità globale e risorse umane, il messaggio è chiaro: il settore privato spagnolo spinge con forza per canali di immigrazione più prevedibili e favorevoli alle imprese. Se il patto si concretizzerà, le aziende potranno presto beneficiare di un reclutamento più semplice sia per personale altamente qualificato sia per lavoratori essenziali in prima linea, riducendo i costi delle missioni e rendendo la Spagna un polo ancora più attrattivo per le operazioni nell’Europa meridionale.
Fonte: El País

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