
Un numero crescente di immigrati con visto lavorativo sta rinunciando sia ai viaggi nazionali che internazionali durante questa stagione festiva, a causa di una nuova ondata di regole sui visti e pratiche di controllo più rigide. In un articolo pubblicato il 30 dicembre, avvocati specializzati in immigrazione riferiscono che il 27% dei loro clienti—molti con status H-1B o H-4—ha deciso di non volare, nemmeno all’interno degli Stati Uniti, per timore di interrogatori imprevisti, condivisione di dati tra agenzie o cambiamenti improvvisi nelle procedure di visto all’estero.
Tra i fattori principali c’è la decisione del Dipartimento di Stato, presa a luglio, di interrompere il rinnovo dei visti in paesi terzi, costringendo i professionisti a tornare ai consolati di origine, dove le liste d’attesa si estendono fino alla fine del 2026. Contemporaneamente, la TSA ha iniziato a condividere i dati dei passeggeri nazionali con l’Immigration and Customs Enforcement (ICE), mentre il Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS) sta sperimentando sistemi di tracciamento delle uscite che confrontano i manifesti aerei con i registri dei visti. Queste misure combinate hanno creato quello che un legale della Silicon Valley definisce “l’ambiente di viaggio più rischioso per i lavoratori qualificati dal 2017.”
Grandi aziende tecnologiche come Microsoft e Google hanno emesso avvisi interni invitando il personale straniero a evitare viaggi non essenziali, soprattutto quelli a lunga distanza che richiederebbero il timbro del visto. Anche gli studi legali rilanciano l’allarme, sottolineando che i dipendenti bloccati all’estero potrebbero perdere lo stipendio o addirittura il lavoro negli Stati Uniti se non rispettano le date di rientro.
Dal punto di vista della continuità aziendale, i responsabili delle risorse umane stanno rivedendo i piani di staffing per le vacanze invernali e chiedono ai manager di approvare il lavoro da remoto per i dipendenti bloccati all’estero. I team di mobilità stanno inoltre ristrutturando i flussi di approvazione dei viaggi per includere il parere degli esperti di immigrazione prima della prenotazione dei biglietti.
Praticamente, le aziende dovrebbero assicurarsi che i lavoratori stranieri abbiano accesso ai numeri di emergenza dei fornitori di servizi di immigrazione aziendale e portino con sé copie digitali delle approvazioni. Con le slot per le interviste per i visti scarse e i tempi di elaborazione instabili, una pianificazione preventiva delle contingenze è fondamentale almeno fino a metà 2026.
Tra i fattori principali c’è la decisione del Dipartimento di Stato, presa a luglio, di interrompere il rinnovo dei visti in paesi terzi, costringendo i professionisti a tornare ai consolati di origine, dove le liste d’attesa si estendono fino alla fine del 2026. Contemporaneamente, la TSA ha iniziato a condividere i dati dei passeggeri nazionali con l’Immigration and Customs Enforcement (ICE), mentre il Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS) sta sperimentando sistemi di tracciamento delle uscite che confrontano i manifesti aerei con i registri dei visti. Queste misure combinate hanno creato quello che un legale della Silicon Valley definisce “l’ambiente di viaggio più rischioso per i lavoratori qualificati dal 2017.”
Grandi aziende tecnologiche come Microsoft e Google hanno emesso avvisi interni invitando il personale straniero a evitare viaggi non essenziali, soprattutto quelli a lunga distanza che richiederebbero il timbro del visto. Anche gli studi legali rilanciano l’allarme, sottolineando che i dipendenti bloccati all’estero potrebbero perdere lo stipendio o addirittura il lavoro negli Stati Uniti se non rispettano le date di rientro.
Dal punto di vista della continuità aziendale, i responsabili delle risorse umane stanno rivedendo i piani di staffing per le vacanze invernali e chiedono ai manager di approvare il lavoro da remoto per i dipendenti bloccati all’estero. I team di mobilità stanno inoltre ristrutturando i flussi di approvazione dei viaggi per includere il parere degli esperti di immigrazione prima della prenotazione dei biglietti.
Praticamente, le aziende dovrebbero assicurarsi che i lavoratori stranieri abbiano accesso ai numeri di emergenza dei fornitori di servizi di immigrazione aziendale e portino con sé copie digitali delle approvazioni. Con le slot per le interviste per i visti scarse e i tempi di elaborazione instabili, una pianificazione preventiva delle contingenze è fondamentale almeno fino a metà 2026.
Fonte: Travel and Tour World
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