
I viaggiatori d'affari in arrivo in Francia il 15 gennaio si sono trovati di fronte a lunghe code che hanno compromesso i tempi di coincidenza e gli appuntamenti di lavoro. I rallentamenti derivano dalla nuova fase di implementazione del Sistema di Entrata/Uscita (EES) dell'Unione Europea, il nuovo regime biometrico alle frontiere per i cittadini non appartenenti all'UE. Secondo il sito specializzato Travel Tomorrow, i tempi di attesa nei momenti di punta sono aumentati fino al 70%, con alcuni passeggeri che hanno segnalato ritardi fino a tre ore negli aeroporti di Parigi-Charles-de-Gaulle, Orly, Lione e Nizza.
L’EES è entrato in funzione in alcuni aeroporti francesi a ottobre 2025, ma il 15 gennaio ha segnato l’attivazione di ulteriori chioschi e sportelli manuali, passando dalla modalità “test” a quella “operativa”. I viaggiatori non UE, inclusi i titolari di passaporto britannico in viaggio d’affari, devono ora registrare impronte digitali e un’immagine facciale presso chioschi automatici prima di presentarsi al controllo di frontiera per la verifica. L’app mobile per la preregistrazione promessa non è ancora disponibile, costringendo la maggior parte dei viaggiatori a completare la procedura all’arrivo.
Compagnie aeree e agenzie di gestione viaggi stanno avvisando i clienti corporate di aumentare i tempi minimi di coincidenza negli hub francesi di almeno 90 minuti. Diverse compagnie, in particolare Air France e British Airways, hanno iniziato a riprenotare proattivamente le connessioni a corto raggio che non rispettano il nuovo limite. L’associazione di categoria ABTA ha esortato le autorità UE a mettere in campo personale di riserva e a distribuire le quote di registrazione in modo scaglionato per evitare “disagi sistemici” durante la stagione delle conferenze primaverili.
La polizia di frontiera francese (PAF) sottolinea che i ritardi diminuiranno con l’aumento della percentuale di viaggiatori completamente registrati, ma ACI Europe segnala che finora solo circa il 10% dei passeggeri interessati ha completato la rilevazione biometrica. La quota dovrebbe salire al 35% entro il 9 gennaio 2027, alimentando il timore di un ulteriore aumento dei tempi di attesa se non verranno risolti problemi software e carenze di personale.
Per i responsabili della mobilità la raccomandazione pratica è chiara: prevedere margini di tempo più ampi, sconsigliare itinerari con biglietti separati attraverso la Francia e incoraggiare i viaggiatori frequenti a registrarsi nelle ore di minor affluenza quando possibile. Le aziende con un alto numero di dipendenti in trasferta con Talent Passport o Carta Blu UE dovrebbero informare il personale che l’obbligo EES riguarda anche i titolari di visti di lungo soggiorno che attraversano una frontiera esterna Schengen dopo un periodo fuori dall’area.
L’EES è entrato in funzione in alcuni aeroporti francesi a ottobre 2025, ma il 15 gennaio ha segnato l’attivazione di ulteriori chioschi e sportelli manuali, passando dalla modalità “test” a quella “operativa”. I viaggiatori non UE, inclusi i titolari di passaporto britannico in viaggio d’affari, devono ora registrare impronte digitali e un’immagine facciale presso chioschi automatici prima di presentarsi al controllo di frontiera per la verifica. L’app mobile per la preregistrazione promessa non è ancora disponibile, costringendo la maggior parte dei viaggiatori a completare la procedura all’arrivo.
Compagnie aeree e agenzie di gestione viaggi stanno avvisando i clienti corporate di aumentare i tempi minimi di coincidenza negli hub francesi di almeno 90 minuti. Diverse compagnie, in particolare Air France e British Airways, hanno iniziato a riprenotare proattivamente le connessioni a corto raggio che non rispettano il nuovo limite. L’associazione di categoria ABTA ha esortato le autorità UE a mettere in campo personale di riserva e a distribuire le quote di registrazione in modo scaglionato per evitare “disagi sistemici” durante la stagione delle conferenze primaverili.
La polizia di frontiera francese (PAF) sottolinea che i ritardi diminuiranno con l’aumento della percentuale di viaggiatori completamente registrati, ma ACI Europe segnala che finora solo circa il 10% dei passeggeri interessati ha completato la rilevazione biometrica. La quota dovrebbe salire al 35% entro il 9 gennaio 2027, alimentando il timore di un ulteriore aumento dei tempi di attesa se non verranno risolti problemi software e carenze di personale.
Per i responsabili della mobilità la raccomandazione pratica è chiara: prevedere margini di tempo più ampi, sconsigliare itinerari con biglietti separati attraverso la Francia e incoraggiare i viaggiatori frequenti a registrarsi nelle ore di minor affluenza quando possibile. Le aziende con un alto numero di dipendenti in trasferta con Talent Passport o Carta Blu UE dovrebbero informare il personale che l’obbligo EES riguarda anche i titolari di visti di lungo soggiorno che attraversano una frontiera esterna Schengen dopo un periodo fuori dall’area.
Fonte: Travel Tomorrow
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