
Un’altra modifica al bilancio, meno evidente ma rivoluzionaria, semplificherà enormemente la burocrazia per chi acquista immobili da Indiani Non Residenti (NRI). Dal 1° ottobre 2026, le persone fisiche residenti e le famiglie indù indivise che comprano proprietà da un NRI dovranno trattenere e versare la tassa alla fonte utilizzando il proprio codice fiscale permanente (PAN), senza dover prima richiedere un numero di conto per la trattenuta fiscale (TAN).
Attualmente, anche una singola compravendita immobiliare obbliga l’acquirente a richiedere un TAN, presentare dichiarazioni trimestrali TDS e rischiare sanzioni per errori, scoraggiando molti dall’acquistare da venditori esteri. La nuova norma uniforma queste operazioni a quelle tra residenti, dove basta indicare il PAN.
Dal punto di vista della mobilità, la modifica dovrebbe facilitare la liquidità per gli NRI che rimpatriano fondi dopo la vendita di immobili, spesso per finanziare trasferimenti lavorativi o studi all’estero. Gli avvocati immobiliari prevedono cicli di vendita più rapidi, da 8 a 10 settimane contro le attuali 12-14. Sviluppatori a Bangalore e Pune, mercati con alta proprietà da parte di espatriati, si aspettano un aumento delle transazioni nel mercato secondario.
Gli acquirenti dovranno comunque trattenere il 20% di TDS (più sovrattasse e contributi) sul prezzo di vendita, salvo il NRI ottenga un certificato di ritenuta inferiore. I consulenti fiscali raccomandano agli NRI di presentare tempestivamente la dichiarazione dei redditi per richiedere eventuali rimborsi ed evitare la doppia imposizione nel paese di residenza, secondo gli accordi DTAA.
Le aziende che gestiscono pacchetti di trasferimento internazionale dovrebbero aggiornare i manuali interni: i dipendenti che si trasferiscono all’estero e intendono vendere immobili in India dopo ottobre troveranno la procedura più semplice e meno costosa.
Attualmente, anche una singola compravendita immobiliare obbliga l’acquirente a richiedere un TAN, presentare dichiarazioni trimestrali TDS e rischiare sanzioni per errori, scoraggiando molti dall’acquistare da venditori esteri. La nuova norma uniforma queste operazioni a quelle tra residenti, dove basta indicare il PAN.
Dal punto di vista della mobilità, la modifica dovrebbe facilitare la liquidità per gli NRI che rimpatriano fondi dopo la vendita di immobili, spesso per finanziare trasferimenti lavorativi o studi all’estero. Gli avvocati immobiliari prevedono cicli di vendita più rapidi, da 8 a 10 settimane contro le attuali 12-14. Sviluppatori a Bangalore e Pune, mercati con alta proprietà da parte di espatriati, si aspettano un aumento delle transazioni nel mercato secondario.
Gli acquirenti dovranno comunque trattenere il 20% di TDS (più sovrattasse e contributi) sul prezzo di vendita, salvo il NRI ottenga un certificato di ritenuta inferiore. I consulenti fiscali raccomandano agli NRI di presentare tempestivamente la dichiarazione dei redditi per richiedere eventuali rimborsi ed evitare la doppia imposizione nel paese di residenza, secondo gli accordi DTAA.
Le aziende che gestiscono pacchetti di trasferimento internazionale dovrebbero aggiornare i manuali interni: i dipendenti che si trasferiscono all’estero e intendono vendere immobili in India dopo ottobre troveranno la procedura più semplice e meno costosa.
Fonte: The Economic Times
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