
Le aziende trans-tasmaniche si sono svegliate il 4 febbraio con la notizia poco gradita che i sindacati del personale di cabina di Air New Zealand incroceranno le braccia il 12 e 13 febbraio, dopo il fallimento delle trattative salariali. La compagnia ha confermato che “alcune cancellazioni” sono ormai inevitabili sulla sua rete a lungo raggio e ha iniziato a bloccare la disponibilità nei sistemi di distribuzione globale mentre riorganizza la capacità.
Sebbene lo sciopero abbia origine in Nuova Zelanda, l’impatto si farà sentire fortemente anche in Australia. Le flotte Boeing 777-300ER e 787-9 di Air New Zealand operano normalmente fino a sei rotazioni giornaliere tra Brisbane, Sydney e Melbourne, collegando con Nord America e Asia, rotte molto utilizzate da esportatori australiani e multinazionali. Le agenzie di gestione viaggi (TMC) stimano che oltre 12.000 passeggeri con biglietti australiani abbiano prenotazioni che coinvolgono i voli interessati durante i due giorni di sciopero.
La compagnia assicura che le operazioni domestiche e regionali proseguiranno “regolarmente” e sta dando priorità ai servizi Tasman e Pacifico sostituendo con aerei a fusoliera stretta A321neo, aumentando così la disponibilità di posti dove possibile. I passeggeri dei voli a lungo raggio cancellati saranno riprotetti o riceveranno rimborsi e supporto alberghiero. Gli agenti di viaggio sono invitati a monitorare le code ogni ora e a informare tempestivamente i clienti sulle opzioni di riprotezione, inclusi i vettori partner della Star Alliance.
Dal punto di vista della gestione della mobilità, le aziende con progetti urgenti negli Stati Uniti e in Asia dovrebbero rivedere subito le liste dei viaggiatori critici. I team HR sono consigliati di attivare le clausole di gestione delle crisi nelle policy di viaggio, che permettono la riprotezione in cabine premium senza ulteriori approvazioni quando lo sciopero minaccia viaggi essenziali.
Le tensioni sindacali nel settore aereo sono state rare in Australasia dall’inizio della pandemia, ma gli osservatori avvertono che l’aumento dell’inflazione e i profitti record delle compagnie potrebbero rafforzare la posizione dei sindacati in tutta la regione. Le multinazionali con assegnazioni rotazionali dovrebbero monitorare attentamente gli sviluppi, con la ripresa delle trattative facilitate prevista per la prossima settimana.
Sebbene lo sciopero abbia origine in Nuova Zelanda, l’impatto si farà sentire fortemente anche in Australia. Le flotte Boeing 777-300ER e 787-9 di Air New Zealand operano normalmente fino a sei rotazioni giornaliere tra Brisbane, Sydney e Melbourne, collegando con Nord America e Asia, rotte molto utilizzate da esportatori australiani e multinazionali. Le agenzie di gestione viaggi (TMC) stimano che oltre 12.000 passeggeri con biglietti australiani abbiano prenotazioni che coinvolgono i voli interessati durante i due giorni di sciopero.
La compagnia assicura che le operazioni domestiche e regionali proseguiranno “regolarmente” e sta dando priorità ai servizi Tasman e Pacifico sostituendo con aerei a fusoliera stretta A321neo, aumentando così la disponibilità di posti dove possibile. I passeggeri dei voli a lungo raggio cancellati saranno riprotetti o riceveranno rimborsi e supporto alberghiero. Gli agenti di viaggio sono invitati a monitorare le code ogni ora e a informare tempestivamente i clienti sulle opzioni di riprotezione, inclusi i vettori partner della Star Alliance.
Dal punto di vista della gestione della mobilità, le aziende con progetti urgenti negli Stati Uniti e in Asia dovrebbero rivedere subito le liste dei viaggiatori critici. I team HR sono consigliati di attivare le clausole di gestione delle crisi nelle policy di viaggio, che permettono la riprotezione in cabine premium senza ulteriori approvazioni quando lo sciopero minaccia viaggi essenziali.
Le tensioni sindacali nel settore aereo sono state rare in Australasia dall’inizio della pandemia, ma gli osservatori avvertono che l’aumento dell’inflazione e i profitti record delle compagnie potrebbero rafforzare la posizione dei sindacati in tutta la regione. Le multinazionali con assegnazioni rotazionali dovrebbero monitorare attentamente gli sviluppi, con la ripresa delle trattative facilitate prevista per la prossima settimana.
Fonte: Karryon
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