
L’operatore ferroviario nazionale Renfe ha comunicato che solo l’1,9% del suo personale ha partecipato allo sciopero odierno indetto da sindacati minoritari, in calo rispetto all’11,6% di lunedì. Tuttavia, la bassa adesione non ha evitato disagi: sono state cancellate corse a lunga percorrenza nei corridoi nord-est e Levante, oltre a linee pendolari a Málaga, Valencia e Asturias, mentre i treni Avant tra Madrid e Castilla-León hanno subito ritardi.
Renfe assicura di aver riprotetto i passeggeri “dove possibile” e accusa CGT, Alferro e Sindicato Ferroviario di esagerare i problemi di sicurezza per ottenere visibilità. I sindacati replicano sostenendo che la direzione ha tentato di “zittire” i lavoratori riassegnando i turni e che il concorrente privato Ouigo ha mostrato maggiore rispetto per il diritto di sciopero.
Per i team di mobilità aziendale il messaggio è ambivalente. Sebbene l’impatto dello sciopero si sia ridotto, l’incertezza persiste. I viaggiatori con coincidenze strette per voli o riunioni dovrebbero continuare a prevedere margini di tempo o valutare navette aeree tra Madrid e Barcellona come soluzione temporanea, fino a un ritorno alla stabilità nei rapporti industriali.
La vertenza incide anche sulla strategia spagnola di decarbonizzare i viaggi d’affari. Le aziende che puntano a spostare i dipendenti dai voli a corto raggio al treno ad alta velocità rischiano danni reputazionali quando l’affidabilità ferroviaria vacilla. Sono attese nuove richieste per un organismo indipendente di controllo della sicurezza e per un’accelerazione degli investimenti infrastrutturali finanziati dal pilastro trasporti del Green Deal europeo.
Renfe assicura di aver riprotetto i passeggeri “dove possibile” e accusa CGT, Alferro e Sindicato Ferroviario di esagerare i problemi di sicurezza per ottenere visibilità. I sindacati replicano sostenendo che la direzione ha tentato di “zittire” i lavoratori riassegnando i turni e che il concorrente privato Ouigo ha mostrato maggiore rispetto per il diritto di sciopero.
Per i team di mobilità aziendale il messaggio è ambivalente. Sebbene l’impatto dello sciopero si sia ridotto, l’incertezza persiste. I viaggiatori con coincidenze strette per voli o riunioni dovrebbero continuare a prevedere margini di tempo o valutare navette aeree tra Madrid e Barcellona come soluzione temporanea, fino a un ritorno alla stabilità nei rapporti industriali.
La vertenza incide anche sulla strategia spagnola di decarbonizzare i viaggi d’affari. Le aziende che puntano a spostare i dipendenti dai voli a corto raggio al treno ad alta velocità rischiano danni reputazionali quando l’affidabilità ferroviaria vacilla. Sono attese nuove richieste per un organismo indipendente di controllo della sicurezza e per un’accelerazione degli investimenti infrastrutturali finanziati dal pilastro trasporti del Green Deal europeo.
Fonte: Europa Press
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