
Il Ministero degli Affari Esteri italiano ha annunciato il 10 febbraio che il secondo protocollo di modifica dell'accordo del 2020 sui frontalieri tra Italia e Svizzera è entrato in vigore il 9 febbraio 2026. La notizia è stata pubblicata da Bloomberg Tax il 12 febbraio. Il protocollo definisce le regole per la ritenuta d’imposta e lo scambio di informazioni per circa 80.000 frontalieri che vivono nelle regioni italiane della Lombardia e del Piemonte ma lavorano nei cantoni svizzeri di Ticino, Grigioni e Vallese.
Le principali novità prevedono una riduzione graduale della ritenuta alla fonte svizzera dall’80% al 60% in tre anni e un rafforzamento della condivisione dati tra gli uffici fiscali cantonali svizzeri e l’Agenzia delle Entrate italiana. L’obiettivo è evitare la doppia imposizione garantendo il corretto accredito delle imposte in Italia. I datori di lavoro devono ora comunicare i salari lordi e le imposte svizzere trattenute tramite una piattaforma elettronica aggiornata, compatibile con i sistemi di payroll di entrambi i Paesi.
Per i mobility manager, l’azione immediata riguarda la configurazione del payroll: le aziende svizzere che impiegano personale residente in Italia devono aggiornare le aliquote di ritenuta dal 1° marzo 2026 e rilasciare certificati salariali revisionati. I frontalieri con permessi G devono essere informati sui possibili cambiamenti di liquidità, poiché i conguagli fiscali italiani accrediteranno solo le imposte svizzere dimostrate tramite il nuovo scambio dati in tempo reale.
Le aziende che distaccano personale dalla Svizzera in Italia per progetti brevi inferiori a 90 giorni devono considerare che il protocollo non modifica le regole sulla sicurezza sociale, ma chiarisce che i giorni lavorati in Italia concorrono al superamento della soglia di presenza fiscale di 183 giorni se sommati ai giorni di lavoro da frontalieri.
L’accordo elimina una storica fonte di tensione nelle relazioni bilaterali e si prevede che stabilizzi il bacino di talenti per le aziende finanziarie e del settore life-science con sede in Ticino, che dipendono da ingegneri informatici, tecnici di laboratorio e specialisti del servizio clienti italiani.
Le principali novità prevedono una riduzione graduale della ritenuta alla fonte svizzera dall’80% al 60% in tre anni e un rafforzamento della condivisione dati tra gli uffici fiscali cantonali svizzeri e l’Agenzia delle Entrate italiana. L’obiettivo è evitare la doppia imposizione garantendo il corretto accredito delle imposte in Italia. I datori di lavoro devono ora comunicare i salari lordi e le imposte svizzere trattenute tramite una piattaforma elettronica aggiornata, compatibile con i sistemi di payroll di entrambi i Paesi.
Per i mobility manager, l’azione immediata riguarda la configurazione del payroll: le aziende svizzere che impiegano personale residente in Italia devono aggiornare le aliquote di ritenuta dal 1° marzo 2026 e rilasciare certificati salariali revisionati. I frontalieri con permessi G devono essere informati sui possibili cambiamenti di liquidità, poiché i conguagli fiscali italiani accrediteranno solo le imposte svizzere dimostrate tramite il nuovo scambio dati in tempo reale.
Le aziende che distaccano personale dalla Svizzera in Italia per progetti brevi inferiori a 90 giorni devono considerare che il protocollo non modifica le regole sulla sicurezza sociale, ma chiarisce che i giorni lavorati in Italia concorrono al superamento della soglia di presenza fiscale di 183 giorni se sommati ai giorni di lavoro da frontalieri.
L’accordo elimina una storica fonte di tensione nelle relazioni bilaterali e si prevede che stabilizzi il bacino di talenti per le aziende finanziarie e del settore life-science con sede in Ticino, che dipendono da ingegneri informatici, tecnici di laboratorio e specialisti del servizio clienti italiani.
Fonte: Bloomberg Tax