
La Direzione Generale dell'Aviazione Civile indiana (DGCA) il 23 febbraio ha pubblicato una bozza di modifica al Regolamento Aeronautico del 1937 che consentirebbe alle autorità di vietare ai passeggeri molesti di volare su tutte le compagnie aeree registrate in India per un periodo fino a 24 mesi. La proposta fa parte di un nuovo quadro di “tolleranza zero” che uniforma anche la classificazione delle infrazioni, la formazione dell’equipaggio e la segnalazione degli incidenti alle forze dell’ordine.
Secondo la bozza, le infrazioni sono suddivise in tre livelli: Livello 1 (molestie verbali), Livello 2 (aggressioni fisiche) e Livello 3 (comportamenti pericolosi per la vita). I divieti massimi passano dagli attuali tre, sei e dodici mesi rispettivamente a sei, dodici e ventiquattro mesi. I recidivi potrebbero incorrere in sanzioni doppie. Le compagnie dovranno riferire i casi a un comitato interno entro 24 ore e caricare i dettagli in un database centrale della DGCA che alimenta una lista nera unificata.
Il regolatore è stato spinto da un aumento del 37% anno su anno delle segnalazioni di passeggeri molesti nel 2025, culminato in un episodio molto pubblicizzato su un volo Goa-Delhi, dove un passeggero ha aggredito l’equipaggio per dispute sui posti a sedere. I responsabili della mobilità internazionale lamentano che le liste nere ad hoc delle diverse compagnie indiane creano incertezza per il personale in trasferimento; una lista armonizzata permetterebbe ai team HR di effettuare controlli di conformità unici.
Le reazioni del settore sono state contrastanti. Le compagnie full-service accolgono con favore procedure più chiare, mentre le low-cost temono un aumento degli oneri amministrativi. La Federazione delle Compagnie Aeree Indiane ha chiesto alla DGCA di chiarire se anche i vettori stranieri operanti in India dovranno rispettare la lista. I gruppi per i diritti dei viaggiatori invitano invece alla proporzionalità, sottolineando che divieti prolungati potrebbero mettere a rischio il lavoro dei migranti il cui unico modo per tornare a casa è l’aereo.
Gli stakeholder hanno 30 giorni per inviare commenti prima che la DGCA finalizzi le regole. Le aziende dovrebbero rivedere le politiche di viaggio dei dipendenti, inserire clausole sul comportamento e informare il personale in viaggio—soprattutto i team di progetto su rotte shuttle intensive—sulle conseguenze più severe di comportamenti scorretti a bordo.
Secondo la bozza, le infrazioni sono suddivise in tre livelli: Livello 1 (molestie verbali), Livello 2 (aggressioni fisiche) e Livello 3 (comportamenti pericolosi per la vita). I divieti massimi passano dagli attuali tre, sei e dodici mesi rispettivamente a sei, dodici e ventiquattro mesi. I recidivi potrebbero incorrere in sanzioni doppie. Le compagnie dovranno riferire i casi a un comitato interno entro 24 ore e caricare i dettagli in un database centrale della DGCA che alimenta una lista nera unificata.
Il regolatore è stato spinto da un aumento del 37% anno su anno delle segnalazioni di passeggeri molesti nel 2025, culminato in un episodio molto pubblicizzato su un volo Goa-Delhi, dove un passeggero ha aggredito l’equipaggio per dispute sui posti a sedere. I responsabili della mobilità internazionale lamentano che le liste nere ad hoc delle diverse compagnie indiane creano incertezza per il personale in trasferimento; una lista armonizzata permetterebbe ai team HR di effettuare controlli di conformità unici.
Le reazioni del settore sono state contrastanti. Le compagnie full-service accolgono con favore procedure più chiare, mentre le low-cost temono un aumento degli oneri amministrativi. La Federazione delle Compagnie Aeree Indiane ha chiesto alla DGCA di chiarire se anche i vettori stranieri operanti in India dovranno rispettare la lista. I gruppi per i diritti dei viaggiatori invitano invece alla proporzionalità, sottolineando che divieti prolungati potrebbero mettere a rischio il lavoro dei migranti il cui unico modo per tornare a casa è l’aereo.
Gli stakeholder hanno 30 giorni per inviare commenti prima che la DGCA finalizzi le regole. Le aziende dovrebbero rivedere le politiche di viaggio dei dipendenti, inserire clausole sul comportamento e informare il personale in viaggio—soprattutto i team di progetto su rotte shuttle intensive—sulle conseguenze più severe di comportamenti scorretti a bordo.
Fonte: The Times of India