
Il 24 febbraio 2026, l'Associazione Europea di Diritto Internazionale Privato (EAPIL) ha pubblicato un'analisi di una sentenza storica della Corte Suprema finlandese (KKO 2025:102) riguardante un bambino di 21 mesi trasferito dall'Australia alla Finlandia nell'ambito di un previsto trasferimento familiare in Cina. Dopo la separazione dei genitori a Helsinki, la madre ha richiesto il ritorno del bambino in Australia ai sensi della Convenzione dell'Aia del 1980 sull'estradizione dei minori. La Corte Suprema ha stabilito che il piano documentato dei genitori di lasciare l'Australia implicava che la residenza abituale del bambino in Australia fosse già stata abbandonata. Allo stesso tempo, la Finlandia non è diventata la nuova residenza abituale, poiché il soggiorno era breve e chiaramente temporaneo. Non essendoci una residenza abituale definita, il meccanismo di ritorno previsto dalla Convenzione non poteva essere attivato.
Per i professionisti della mobilità internazionale e dell'immigrazione, la sentenza è rilevante su due fronti. Primo, i tribunali finlandesi non riconoscono clausole contrattuali sulla residenza abituale negli accordi di trasferimento; prevalgono i fatti oggettivi. Secondo, le famiglie in transito attraverso la Finlandia dirette verso un terzo paese potrebbero trovarsi fuori dal regime dell'Aia in caso di controversie sulla custodia durante il periodo di transizione. Le aziende dovrebbero quindi assicurarsi che le politiche di assegnazione includano disposizioni su giurisdizione, risoluzione delle controversie e assistenza per il trasferimento d'emergenza dei familiari a carico.
La decisione allinea la Finlandia alla giurisprudenza nordica, che considera insufficienti gli accordi genitoriali su custodia alternata o trasferimenti pianificati per stabilire la residenza. In pratica, i dipartimenti HR che coordinano trasferimenti multi-tappa (ad esempio Australia–Finlandia–Cina) dovrebbero consigliare agli assegnatari di ottenere permessi di soggiorno temporanei chiari e di documentare con precisione i tempi di viaggio di ogni membro della famiglia per ridurre l’incertezza legale.
Per i professionisti della mobilità internazionale e dell'immigrazione, la sentenza è rilevante su due fronti. Primo, i tribunali finlandesi non riconoscono clausole contrattuali sulla residenza abituale negli accordi di trasferimento; prevalgono i fatti oggettivi. Secondo, le famiglie in transito attraverso la Finlandia dirette verso un terzo paese potrebbero trovarsi fuori dal regime dell'Aia in caso di controversie sulla custodia durante il periodo di transizione. Le aziende dovrebbero quindi assicurarsi che le politiche di assegnazione includano disposizioni su giurisdizione, risoluzione delle controversie e assistenza per il trasferimento d'emergenza dei familiari a carico.
La decisione allinea la Finlandia alla giurisprudenza nordica, che considera insufficienti gli accordi genitoriali su custodia alternata o trasferimenti pianificati per stabilire la residenza. In pratica, i dipartimenti HR che coordinano trasferimenti multi-tappa (ad esempio Australia–Finlandia–Cina) dovrebbero consigliare agli assegnatari di ottenere permessi di soggiorno temporanei chiari e di documentare con precisione i tempi di viaggio di ogni membro della famiglia per ridurre l’incertezza legale.
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