
L’Ombudsman australiano per il Fair Work (FWO) ha avviato il 26 febbraio 2026 un procedimento presso la Corte Federale contro il titolare di un noto ristorante giapponese di Sydney, accusandolo di aver deliberatamente sottopagato 33 lavoratori migranti per un totale superiore a 162.000 dollari australiani. Secondo il regolatore, il ristoratore ha continuato a pagare tariffe orarie fisse di 22 dollari australiani, anche nei fine settimana e nei giorni festivi, nonostante avvertimenti precedenti. I lavoratori, per lo più titolari di visto provenienti da Nepal, Vietnam e Colombia, avrebbero dovuto ricevere fino a 48 dollari all’ora per i turni con maggiorazioni secondo il Restaurant Industry Award. Il FWO chiede il pagamento integrale degli arretrati, sanzioni fino a 18.780 dollari australiani per ogni violazione e un’ingiunzione che impedisca future infrazioni. Il caso evidenzia la priorità di intervento dell’Ombudsman per il 2025-26 contro lo sfruttamento dei lavoratori migranti. Dall’entrata in vigore delle modifiche legislative del 2023, i dipendenti titolari di visto sono protetti dalla cancellazione del visto se denunciano violazioni sul luogo di lavoro, una tutela pensata per rompere il silenzio sul furto salariale. Il FWO utilizza questa causa per ricordare ai datori di lavoro nel settore dell’ospitalità che l’ignoranza delle tariffe contrattuali non è una scusa valida. Per i responsabili della mobilità globale, l’azione sottolinea i rischi reputazionali e di conformità quando il personale con visti 482, 408 o da studente svolge lavori secondari. I datori di lavoro che sponsorizzano visti devono garantire che eventuali attività aggiuntive rispettino le condizioni contrattuali e non devono essere complici di pagamenti illeciti. Le multinazionali del settore food & beverage dovrebbero verificare i franchisee e i partner della filiera, poiché i tribunali stanno sempre più attribuendo responsabilità accessorie alle società capogruppo. In caso di esito positivo, il procedimento rafforzerà la tendenza a sanzioni più severe per sottopagamenti gravi, scoraggiando ulteriormente offerte salariali al ribasso che possono distorcere i mercati del lavoro locali e compromettere i programmi legittimi di migrazione qualificata.
Fonte: Fair Work Ombudsman
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