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La Polonia abroga la legge speciale per l'Ucraina, trasferendo i rifugiati al regime migratorio generale

mar 4, 2026
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La Polonia abroga la legge speciale per l'Ucraina, trasferendo i rifugiati al regime migratorio generale
La lunga Speciale Legge polacca sull’Assistenza ai Cittadini Ucraini, adottata nel marzo 2022 pochi giorni dopo l’invasione russa dell’Ucraina, scadrà ufficialmente il 4 marzo 2026. In un disegno di legge firmato dal Presidente Karol Nawrocki il 19 febbraio e pubblicato il 3 marzo 2026, i legislatori hanno abrogato la maggior parte delle protezioni temporanee che garantivano agli ucraini un accesso rapido a permessi di soggiorno, lavoro e benefici sociali.

La nuova normativa, analizzata dallo studio legale di Varsavia Wardyński & Partners, conferma che gli ucraini già registrati con l’identificativo PESEL UKR manterranno lo status di protezione temporanea fino al 4 marzo 2027. Dopo tale data, dovranno passare alle categorie di immigrazione ordinarie, come permessi di soggiorno temporanei, di lungo termine UE o di residenza permanente.

I termini per i casi pendenti di permesso di soggiorno restano sospesi, ma la verifica dell’identità tramite passaporto valido diventerà obbligatoria entro il 31 agosto 2026; il mancato rispetto comporterà la perdita automatica dello status UKR e del diritto di soggiorno.

La Polonia abroga la legge speciale per l'Ucraina, trasferendo i rifugiati al regime migratorio generale


Per i datori di lavoro il cambiamento è rilevante: dal 5 marzo 2026 gli ucraini potranno continuare a lavorare sulla base delle notifiche PESEL UKR, ma nuove attività imprenditoriali sul territorio polacco saranno consentite solo ai titolari di un titolo di soggiorno standard (protezione temporanea, residenza permanente, Carta Blu UE, ecc.). Le missioni di lavoratori distaccati all’estero superiori a 30 giorni comporteranno la perdita dei diritti di protezione temporanea, aumentando i rischi di compliance per le multinazionali che inviano personale da entità polacche a clienti UE.

La fase di transizione mira a uniformare le regole per tutti gli stranieri e a ridurre la pressione amministrativa sugli uffici dei voivodi, che hanno accumulato un arretrato di due anni. Tuttavia, critici e ONG avvertono che decine di migliaia di ucraini entrati senza passaporto potrebbero non riuscire a ottenere documenti di viaggio dalle zone di guerra in tempo, rischiando uno status irregolare nel prossimo anno.

I team HR sono quindi invitati a verificare i fascicoli dei dipendenti, avviare il rinnovo dei passaporti e pianificare i percorsi di transizione verso permessi di lavoro e soggiorno ben prima della scadenza di agosto per la verifica dell’identità.

Per i programmi di mobilità aziendale il messaggio è chiaro: il biennio 2026-2027 sarà un periodo di intenso rinnovo delle domande. Le aziende dovrebbero prevedere budget aggiuntivi per spese legali e possibili interruzioni lavorative, poiché le code di pratiche cresceranno una volta ripristinati i termini sospesi.
Fonte: HRLaw.pl

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