
Una serie di modifiche ai visti e alle normative sull’immigrazione entrate in vigore il 1° aprile 2026 in diverse giurisdizioni aumenterà sia i costi sia la complessità delle procedure per le aziende australiane che trasferiscono personale all’estero. Un’analisi di Business Standard evidenzia cinque cambiamenti principali: un nuovo modulo I-129 legato al salario per le petizioni H-1B negli Stati Uniti; un aumento delle tariffe per i visti nel Regno Unito, valido per visitatori, studenti e lavoratori qualificati a partire dall’8 aprile; finestre di accesso più restrittive ai servizi di integrazione finanziati dal governo canadese e tariffe più alte per la residenza permanente dal 30 aprile; controlli biometrici alle frontiere con il sistema Entry/Exit dell’UE dal 10 aprile; e modifiche alle condizioni di lavoro per i visti aperti in Nuova Zelanda entro fine mese.
Sebbene le riforme siano rivolte principalmente ai flussi di talenti indiani e globali, l’impatto immediato per l’Australia è duplice. In primo luogo, i dipendenti in partenza dovranno affrontare costi iniziali più elevati: i visti turistici a breve termine per il Regno Unito salgono a £135, mentre negli aeroporti europei saranno raccolti dati biometrici come volto e impronte digitali, allungando i tempi di transito. In secondo luogo, i team di acquisizione talenti che operano in Nord America ed Europa dovranno gestire requisiti documentali più stringenti, in particolare la richiesta statunitense di dettagli precisi sui livelli salariali, che potrebbe mettere in luce discrepanze nelle politiche retributive.
Business Standard sottolinea che in Australia non è prevista alcuna riforma importante dei visti ad aprile, ma il bando per la sottoclasse Work-and-Holiday 462 si chiude il 30 aprile, restringendo i tempi per il reclutamento di backpacker in vista del picco natalizio nel settore retail. I responsabili della mobilità internazionale dovrebbero inoltre monitorare il limite di sei anni per i servizi di integrazione finanziati dal governo canadese, che riduce le opzioni di supporto per i titolari di residenza permanente australiani diretti in Canada.
Tra le azioni pratiche consigliate vi sono: prevedere un aumento del 10-15% dei budget per le tasse governative sulle missioni internazionali nel 2026; programmare tempi supplementari per gli appuntamenti negli aeroporti Schengen con l’entrata in vigore del sistema biometrico EES; aggiornare i portali di mobilità globale con il nuovo modello di modulo USCIS. I datori di lavoro che inviano personale negli Stati Uniti con visti blanket L devono inoltre prepararsi a un controllo parallelo, dato l’obiettivo di Washington di collegare la selezione dei visti alla qualità del lavoro.
Nel complesso, il pacchetto di regole di aprile segna una tendenza chiara: i paesi di destinazione stanno utilizzando leve di prezzo e conformità per favorire migranti più qualificati e meglio retribuiti, aumentando l’importanza di una documentazione tempestiva e dati salariali solidi per le aziende australiane che competono nei mercati globali del talento.
Sebbene le riforme siano rivolte principalmente ai flussi di talenti indiani e globali, l’impatto immediato per l’Australia è duplice. In primo luogo, i dipendenti in partenza dovranno affrontare costi iniziali più elevati: i visti turistici a breve termine per il Regno Unito salgono a £135, mentre negli aeroporti europei saranno raccolti dati biometrici come volto e impronte digitali, allungando i tempi di transito. In secondo luogo, i team di acquisizione talenti che operano in Nord America ed Europa dovranno gestire requisiti documentali più stringenti, in particolare la richiesta statunitense di dettagli precisi sui livelli salariali, che potrebbe mettere in luce discrepanze nelle politiche retributive.
Business Standard sottolinea che in Australia non è prevista alcuna riforma importante dei visti ad aprile, ma il bando per la sottoclasse Work-and-Holiday 462 si chiude il 30 aprile, restringendo i tempi per il reclutamento di backpacker in vista del picco natalizio nel settore retail. I responsabili della mobilità internazionale dovrebbero inoltre monitorare il limite di sei anni per i servizi di integrazione finanziati dal governo canadese, che riduce le opzioni di supporto per i titolari di residenza permanente australiani diretti in Canada.
Tra le azioni pratiche consigliate vi sono: prevedere un aumento del 10-15% dei budget per le tasse governative sulle missioni internazionali nel 2026; programmare tempi supplementari per gli appuntamenti negli aeroporti Schengen con l’entrata in vigore del sistema biometrico EES; aggiornare i portali di mobilità globale con il nuovo modello di modulo USCIS. I datori di lavoro che inviano personale negli Stati Uniti con visti blanket L devono inoltre prepararsi a un controllo parallelo, dato l’obiettivo di Washington di collegare la selezione dei visti alla qualità del lavoro.
Nel complesso, il pacchetto di regole di aprile segna una tendenza chiara: i paesi di destinazione stanno utilizzando leve di prezzo e conformità per favorire migranti più qualificati e meglio retribuiti, aumentando l’importanza di una documentazione tempestiva e dati salariali solidi per le aziende australiane che competono nei mercati globali del talento.
Fonte: Business Standard
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