
Lo sforzo del Canada per alleviare la cronica carenza di manodopera al di fuori delle grandi città ha fatto un passo concreto il 13 aprile 2026, quando Nova Scotia e Quebec hanno ufficialmente aderito al progetto pilota annuale di Ottawa che allenta le regole di assunzione per i datori di lavoro rurali. La politica pubblica temporanea, annunciata il 1° aprile, consente alle imprese idonee nelle comunità al di fuori delle aree metropolitane di fare due cose: mantenere lavoratori stranieri temporanei (TFW) a basso salario oltre il consueto limite del 10% se già superato, e assumere fino al 15% della forza lavoro sotto la categoria a basso salario d’ora in avanti.
Per i trasformatori di prodotti ittici a Digby, i coltivatori di mele nella Annapolis Valley e gli operatori turistici lungo la Cabot Trail, l’aumento del tetto non poteva arrivare prima. Molti hanno faticato a trovare canadesi disposti a svolgere lavori stagionali o fisicamente impegnativi, e il congelamento federale delle LMIA che ora interessa 30 centri urbani rende la competizione per i lavoratori approvati più agguerrita che mai.
Con l’adesione, la Nova Scotia applicherà entrambe le flessibilità a livello provinciale dal 14 aprile, mentre il Quebec inizierà concentrandosi su agricoltura e produzione alimentare, per poi estendere l’iniziativa all’ospitalità entro l’estate. La politica è volutamente “opt-in” per rispettare la giurisdizione provinciale sui mercati del lavoro. Ontario e British Columbia hanno segnalato che stanno ancora valutando la misura, preoccupate che possa frenare la crescita salariale o ridurre gli incentivi a formare lavoratori locali.
I datori di lavoro devono comunque rispettare le norme standard del Programma TFW, inclusi il rimborso del volo di ritorno e l’alloggio adeguato, e dovranno favorire la transizione del personale straniero verso la residenza permanente tramite programmi regionali come l’Atlantic Immigration Program o il Quebec Experience Program se intendono mantenerli a lungo termine.
Per i responsabili della mobilità globale, l’annuncio apre una nuova strada per trasferire personale in siti difficili da servire, soprattutto nella produzione alimentare, nella silvicoltura e nei progetti energetici situati fuori dai grandi centri. Le aziende dovrebbero verificare se le sedi di lavoro rientrano nella definizione rurale di Statistics Canada e confermare che la provincia abbia formalmente aderito prima di presentare una LMIA. È inoltre importante monitorare la revisione prevista per luglio 2026, quando Ottawa deciderà se estendere, modificare o cancellare il progetto pilota in base ai dati sulla disoccupazione e all’adozione da parte dei datori di lavoro.
Nel breve termine, il tetto più alto offre un respiro alle industrie rurali che affrontano carenze acute proprio prima della stagione turistica estiva e del raccolto. A lungo termine, rappresenta un ulteriore segnale che la politica migratoria canadese sta diventando sempre più basata sul territorio, premiando i datori di lavoro disposti a investire al di fuori dei principali mercati del lavoro del paese.
Per i trasformatori di prodotti ittici a Digby, i coltivatori di mele nella Annapolis Valley e gli operatori turistici lungo la Cabot Trail, l’aumento del tetto non poteva arrivare prima. Molti hanno faticato a trovare canadesi disposti a svolgere lavori stagionali o fisicamente impegnativi, e il congelamento federale delle LMIA che ora interessa 30 centri urbani rende la competizione per i lavoratori approvati più agguerrita che mai.
Con l’adesione, la Nova Scotia applicherà entrambe le flessibilità a livello provinciale dal 14 aprile, mentre il Quebec inizierà concentrandosi su agricoltura e produzione alimentare, per poi estendere l’iniziativa all’ospitalità entro l’estate. La politica è volutamente “opt-in” per rispettare la giurisdizione provinciale sui mercati del lavoro. Ontario e British Columbia hanno segnalato che stanno ancora valutando la misura, preoccupate che possa frenare la crescita salariale o ridurre gli incentivi a formare lavoratori locali.
I datori di lavoro devono comunque rispettare le norme standard del Programma TFW, inclusi il rimborso del volo di ritorno e l’alloggio adeguato, e dovranno favorire la transizione del personale straniero verso la residenza permanente tramite programmi regionali come l’Atlantic Immigration Program o il Quebec Experience Program se intendono mantenerli a lungo termine.
Per i responsabili della mobilità globale, l’annuncio apre una nuova strada per trasferire personale in siti difficili da servire, soprattutto nella produzione alimentare, nella silvicoltura e nei progetti energetici situati fuori dai grandi centri. Le aziende dovrebbero verificare se le sedi di lavoro rientrano nella definizione rurale di Statistics Canada e confermare che la provincia abbia formalmente aderito prima di presentare una LMIA. È inoltre importante monitorare la revisione prevista per luglio 2026, quando Ottawa deciderà se estendere, modificare o cancellare il progetto pilota in base ai dati sulla disoccupazione e all’adozione da parte dei datori di lavoro.
Nel breve termine, il tetto più alto offre un respiro alle industrie rurali che affrontano carenze acute proprio prima della stagione turistica estiva e del raccolto. A lungo termine, rappresenta un ulteriore segnale che la politica migratoria canadese sta diventando sempre più basata sul territorio, premiando i datori di lavoro disposti a investire al di fuori dei principali mercati del lavoro del paese.
Fonte: CIC News
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