
Le autorità belghe per l'immigrazione hanno confermato che, tra meno di due settimane, non sarà più possibile inviare via email moduli PDF per richiedere permessi di lavoro a breve termine o per frontalieri. Un avviso ufficiale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale belga il 18 aprile e riportato da The Economic Times il 19 aprile fissa al 1° maggio 2026 la data limite: da quel giorno, le domande dovranno essere presentate esclusivamente tramite il portale online federale "Working in Belgium". Fax, posta tradizionale e persino l’ormai consolidato canale email saranno disattivati.
Questa riforma rappresenta l’ultimo passo di un più ampio programma di trasformazione digitale che ha già portato online la procedura molto più complessa del Permesso Unico nelle regioni di Fiandre (2023), Bruxelles-Capitale (2024) e Vallonia (inizio 2025). Secondo le autorità, obbligare le categorie ancora legate alla carta a utilizzare il portale eliminerà la duplicazione dei dati, segnalerà automaticamente i documenti mancanti e creerà un timbro temporale verificabile a tutela sia del datore di lavoro che dell’amministrazione.
I tempi di elaborazione, si legge nell’annuncio, dovrebbero ridursi da una media di dieci giorni lavorativi a “soli tre”, a condizione che i fascicoli siano completi. In pratica, i team HR dovranno assicurarsi che un rappresentante legale con carta d’identità elettronica belga o equivalente digitale abbia ottenuto un “mandato” all’interno del portale. Molte multinazionali si affidano ancora a fornitori esterni per le pratiche di immigrazione; anche loro dovranno caricare una nuova procura prima del 1° maggio. Le autorità avvertono che l’assenza di mandati comporterà il rigetto automatico delle domande, senza alcun periodo di tolleranza.
Per i frontalieri – i cosiddetti ‘frontaliers’ che vivono in Francia, Paesi Bassi, Germania o Lussemburgo ma lavorano part-time in Belgio – il cambiamento è altrettanto rilevante. Questi lavoratori spesso possiedono permessi validi solo per un anno, legati ai picchi stagionali di produzione. L’eliminazione della presentazione via email toglie l’ultima via rapida e informale per incarichi urgenti. I datori di lavoro che pianificano progetti estivi sono quindi invitati a presentare le domande con largo anticipo e a prenotare tempestivamente gli appuntamenti biometrici per le carte di soggiorno, dato che i comuni locali sono ancora in ritardo.
I consulenti per l’immigrazione accolgono con favore la maggiore chiarezza, ma segnalano possibili colli di bottiglia: interruzioni del portale, capacità limitata del servizio clienti e controlli regionali sulle soglie salariali che richiedono ancora una validazione manuale. Sul lungo periodo, tuttavia, questa misura allinea il Belgio ai Paesi vicini come Paesi Bassi e Germania, che già operano con procedure completamente digitali per la maggior parte delle categorie lavorative, e dovrebbe facilitare le verifiche di conformità per i responsabili della mobilità globale.
Questa riforma rappresenta l’ultimo passo di un più ampio programma di trasformazione digitale che ha già portato online la procedura molto più complessa del Permesso Unico nelle regioni di Fiandre (2023), Bruxelles-Capitale (2024) e Vallonia (inizio 2025). Secondo le autorità, obbligare le categorie ancora legate alla carta a utilizzare il portale eliminerà la duplicazione dei dati, segnalerà automaticamente i documenti mancanti e creerà un timbro temporale verificabile a tutela sia del datore di lavoro che dell’amministrazione.
I tempi di elaborazione, si legge nell’annuncio, dovrebbero ridursi da una media di dieci giorni lavorativi a “soli tre”, a condizione che i fascicoli siano completi. In pratica, i team HR dovranno assicurarsi che un rappresentante legale con carta d’identità elettronica belga o equivalente digitale abbia ottenuto un “mandato” all’interno del portale. Molte multinazionali si affidano ancora a fornitori esterni per le pratiche di immigrazione; anche loro dovranno caricare una nuova procura prima del 1° maggio. Le autorità avvertono che l’assenza di mandati comporterà il rigetto automatico delle domande, senza alcun periodo di tolleranza.
Per i frontalieri – i cosiddetti ‘frontaliers’ che vivono in Francia, Paesi Bassi, Germania o Lussemburgo ma lavorano part-time in Belgio – il cambiamento è altrettanto rilevante. Questi lavoratori spesso possiedono permessi validi solo per un anno, legati ai picchi stagionali di produzione. L’eliminazione della presentazione via email toglie l’ultima via rapida e informale per incarichi urgenti. I datori di lavoro che pianificano progetti estivi sono quindi invitati a presentare le domande con largo anticipo e a prenotare tempestivamente gli appuntamenti biometrici per le carte di soggiorno, dato che i comuni locali sono ancora in ritardo.
I consulenti per l’immigrazione accolgono con favore la maggiore chiarezza, ma segnalano possibili colli di bottiglia: interruzioni del portale, capacità limitata del servizio clienti e controlli regionali sulle soglie salariali che richiedono ancora una validazione manuale. Sul lungo periodo, tuttavia, questa misura allinea il Belgio ai Paesi vicini come Paesi Bassi e Germania, che già operano con procedure completamente digitali per la maggior parte delle categorie lavorative, e dovrebbe facilitare le verifiche di conformità per i responsabili della mobilità globale.
Fonte: The Economic Times
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