
Solo dieci giorni dopo l’entrata in vigore obbligatoria del Sistema biometrico di Entrata/Uscita (EES) in Europa, i principali scali tedeschi faticano a gestire il flusso passeggeri. Francoforte, Monaco e Düsseldorf hanno registrato lunedì e martedì (20-21 aprile) attese superiori alle due ore nelle ore di punta, a causa delle difficoltà degli agenti della Polizia Federale con gli scanner per le impronte digitali, che impiegano quasi un minuto per ogni viaggiatore. La situazione si è ripetuta in tutta l’area Schengen, ma gli aeroporti tedeschi sono tra i più colpiti perché gestiscono più passeggeri in transito extra-UE rispetto a qualsiasi altro Paese, Francia esclusa. L’EES sostituisce il tradizionale timbro sul passaporto con una registrazione digitale di ogni ingresso e uscita, comprensiva di quattro impronte digitali e un’immagine facciale. L’obiettivo è individuare automaticamente i soggiorni oltre il limite e le frodi documentali, ma i passaggi biometrici aggiuntivi creano un collo di bottiglia nelle ore di punta. Secondo l’associazione aeroportuale ADV, il flusso passeggeri a Francoforte è calato da 220 a circa 130 persone per corsia all’ora dal pieno avvio del 10 aprile. L’operatore aeroportuale Fraport ha raddoppiato il numero di chioschi self-service, ma resta dipendente dalla Polizia Federale per supervisionare ogni prima registrazione. Le compagnie aeree denunciano che i collegamenti persi stanno già costando centinaia di migliaia di euro in riprotezioni. Lufthansa ha confermato che solo a Francoforte oltre 1.800 passeggeri hanno perso voli di coincidenza lo scorso weekend, un problema aggiuntivo mentre la compagnia affronta scioperi interni (vedi articolo dedicato). Per i responsabili della mobilità il messaggio è chiaro: prevedere tempi di attesa molto più lunghi negli itinerari verso e attraverso la Germania, avvisare i viaggiatori che verranno prese le impronte digitali e posizionare personale nelle sale arrivi per assistere i VIP in un sistema ancora in evoluzione. I programmi di trasferimento aziendale potrebbero dover coprire le spese per modifiche last minute fino a quando i tempi di attesa non si stabilizzeranno. I datori di lavoro che accolgono assegnati extra-UE devono inoltre ricordare che i dati EES segnaleranno automaticamente ogni superamento dei 90/180 giorni, anche involontario, rendendo fondamentale mantenere registri di viaggio precisi.
Fonte: Nomad Lawyer
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