
I più grandi aeroporti della Germania sono stati messi in crisi questo fine settimana con l’entrata a pieno regime, il 10 aprile, del nuovo Sistema Biometrico di Entrata/Uscita (EES) dell’Unione Europea. Sebbene la tecnologia sia pensata per rafforzare la sicurezza alle frontiere esterne e, in futuro, velocizzare le procedure, la prima grande ondata di viaggi durante le festività ha messo in luce problemi iniziali significativi. A Francoforte, Monaco e Berlino-Brandenburg, i viaggiatori extra-UE hanno segnalato attese di due-tre ore al controllo passaporti, con code che si snodavano fino ai negozi duty-free e, in alcuni casi, fuori dalle sale arrivi principali.
Con l’EES, ogni viaggiatore non appartenente all’UE deve registrare quattro impronte digitali e un’immagine facciale ad alta risoluzione alla prima entrata nell’area Schengen. I sindacati della polizia di frontiera avevano da tempo avvertito che la Germania non disponeva di personale e chioschi sufficienti per gestire i picchi di traffico. Le previsioni si sono rivelate corrette durante la pausa pasquale: diversi voli a fusoliera larga sono arrivati a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro, sovraccaricando i limitati sportelli self-service.
Gli addetti a terra delle compagnie aeree hanno riferito alla stampa di oltre 1.800 coincidenze mancate in 12 giorni, costringendo le compagnie a riprenotare i passeggeri e a fornire alloggi a costi elevati. Airports Council International (ACI) Europe e Airlines for Europe (A4E) stanno facendo pressione su Bruxelles per permettere agli Stati membri di sospendere temporaneamente la raccolta biometrica quando le code superano i 60 minuti. Berlino, tuttavia, sostiene che il sistema si stabilizzerà man mano che i viaggiatori accumuleranno un “profilo” biometrico e le entrate ripetute diventeranno più rapide.
Nel breve termine, l’operatore dell’aeroporto di Francoforte, Fraport, ha annunciato l’apertura di sportelli di controllo aggiuntivi, mentre Lufthansa ha esteso i tempi minimi di coincidenza da 45 a 90 minuti per gli itinerari a lungo raggio con scalo in Germania. Per i responsabili dei viaggi d’affari le implicazioni sono serie: fino a nuovo avviso, si consiglia al personale di presentarsi ai gate tedeschi almeno quattro ore prima della partenza e di prenotare coincidenze intra-Schengen con almeno tre ore di margine.
Le aziende che dipendono da spostamenti just-in-time di tecnici e team commerciali in Germania potrebbero dover scaglionare i giorni di arrivo o utilizzare aeroporti regionali più piccoli, dove il traffico EES è meno intenso. A lungo termine, le autorità tedesche prevedono di assumere 900 agenti di polizia federale in più e installare 250 nuovi varchi elettronici prima della stagione estiva. Resta da vedere se queste misure saranno sufficienti a evitare il ripetersi delle scene viste questo fine settimana, una questione aperta e politicamente delicata mentre la Germania cerca di bilanciare sicurezza ed efficienza.
Con l’EES, ogni viaggiatore non appartenente all’UE deve registrare quattro impronte digitali e un’immagine facciale ad alta risoluzione alla prima entrata nell’area Schengen. I sindacati della polizia di frontiera avevano da tempo avvertito che la Germania non disponeva di personale e chioschi sufficienti per gestire i picchi di traffico. Le previsioni si sono rivelate corrette durante la pausa pasquale: diversi voli a fusoliera larga sono arrivati a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro, sovraccaricando i limitati sportelli self-service.
Gli addetti a terra delle compagnie aeree hanno riferito alla stampa di oltre 1.800 coincidenze mancate in 12 giorni, costringendo le compagnie a riprenotare i passeggeri e a fornire alloggi a costi elevati. Airports Council International (ACI) Europe e Airlines for Europe (A4E) stanno facendo pressione su Bruxelles per permettere agli Stati membri di sospendere temporaneamente la raccolta biometrica quando le code superano i 60 minuti. Berlino, tuttavia, sostiene che il sistema si stabilizzerà man mano che i viaggiatori accumuleranno un “profilo” biometrico e le entrate ripetute diventeranno più rapide.
Nel breve termine, l’operatore dell’aeroporto di Francoforte, Fraport, ha annunciato l’apertura di sportelli di controllo aggiuntivi, mentre Lufthansa ha esteso i tempi minimi di coincidenza da 45 a 90 minuti per gli itinerari a lungo raggio con scalo in Germania. Per i responsabili dei viaggi d’affari le implicazioni sono serie: fino a nuovo avviso, si consiglia al personale di presentarsi ai gate tedeschi almeno quattro ore prima della partenza e di prenotare coincidenze intra-Schengen con almeno tre ore di margine.
Le aziende che dipendono da spostamenti just-in-time di tecnici e team commerciali in Germania potrebbero dover scaglionare i giorni di arrivo o utilizzare aeroporti regionali più piccoli, dove il traffico EES è meno intenso. A lungo termine, le autorità tedesche prevedono di assumere 900 agenti di polizia federale in più e installare 250 nuovi varchi elettronici prima della stagione estiva. Resta da vedere se queste misure saranno sufficienti a evitare il ripetersi delle scene viste questo fine settimana, una questione aperta e politicamente delicata mentre la Germania cerca di bilanciare sicurezza ed efficienza.
Fonte: Nomad Lawyer