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Lufthansa taglia 20.000 voli a corto raggio a causa della crisi del carburante per aerei

apr 23, 2026
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Lufthansa taglia 20.000 voli a corto raggio a causa della crisi del carburante per aerei
Il più grande gruppo aereo tedesco ha avviato una delle più grandi riduzioni di programma della sua storia, dopo che i prezzi del carburante per jet sono raddoppiati a seguito del conflitto in Iran e della chiusura dello Stretto di Hormuz. In una dichiarazione rilasciata il 21 aprile, il Gruppo Lufthansa ha annunciato la cancellazione di 20.000 voli, principalmente a corto raggio, tra maggio e ottobre—circa il 5% del programma estivo—per risparmiare circa 40.000 tonnellate di cherosene. I tagli riguardano i vettori principali di Lufthansa, così come Austrian Airlines, Brussels Airlines, ITA Airways e SWISS. Le rotte punto a punto con domanda ridotta sono state eliminate per prime; ad esempio, i voli diretti da Francoforte a Bydgoszcz e Rzeszów in Polonia e da Monaco a Stavanger in Norvegia sono stati soppressi, con i passeggeri riprenotati tramite gli hub del gruppo a Francoforte, Monaco, Vienna, Zurigo, Bruxelles e Roma. Alcuna capacità sparirà definitivamente con la chiusura della controllata regionale CityLine, annunciata la scorsa settimana. Gli analisti del settore vedono questa mossa come un indicatore per l’estate europea in arrivo. I dati dell’Agenzia Internazionale dell’Energia mostrano che il prezzo medio del carburante per jet in Europa ha superato i 188 dollari al barile—un aumento del 106% su base annua—mentre le preoccupazioni per l’approvvigionamento crescono dopo l’avvertimento degli ufficiali UE che le scorte potrebbero esaurirsi in sei settimane se i petroliere mediorientali restano bloccati. La compagnia olandese KLM ha già cancellato 160 voli per maggio, e la startup norvegese Norse Atlantic ha improvvisamente eliminato la rotta Londra–Los Angeles, citando un’«esposizione al rischio carburante imprevista». L’operatore scandinavo SAS ha ridotto 1.000 voli ad aprile. Per i responsabili dei viaggi aziendali, le conseguenze sono immediate. Oltre ai prezzi più alti, le cancellazioni di massa complicano gli obblighi di duty of care: i dipendenti potrebbero dover transitare da hub alternativi, aumentando i tempi di viaggio e il rischio di perdere coincidenze. I viaggiatori prenotati su voli Lufthansa cancellati hanno diritto, secondo il Regolamento UE 261, a riprotezione o rimborsi più compensazioni—diritti ribaditi questa settimana dalla Commissione Europea nonostante le pressioni delle compagnie aeree per esentare i pagamenti in «circostanze straordinarie» come la crisi del carburante. I team di mobilità dovrebbero quindi verificare gli itinerari imminenti, monitorare la lista giornaliera delle cancellazioni Lufthansa e informare i viaggiatori su possibili pernottamenti in caso di coincidenze strette negli hub. Anche il settore Mittelstand tedesco, orientato all’export, si prepara a difficoltà logistiche. Con la capacità cargo in stiva ridotta a causa delle cancellazioni dei voli passeggeri, gli spedizionieri prevedono un aumento delle tariffe spot per componenti di alto valore e tempi di consegna più lunghi, aggravando le catene di approvvigionamento già sotto pressione. La Camera di Commercio e Industria tedesca (DIHK) sollecita il governo federale a velocizzare misure di emergenza, come il rilascio delle riserve strategiche di carburante e il supporto agli aeroporti per accelerare le operazioni di terra, al fine di massimizzare il tempo di volo residuo. L’efficacia di queste misure dipenderà però dalla situazione geopolitica: se lo Stretto di Hormuz resterà chiuso durante l’estate, gli analisti avvertono che potrebbero seguire tagli più profondi e riorganizzazioni più ampie della rete, mettendo ulteriormente alla prova la ripresa della mobilità post-pandemica in Europa. In pratica, i responsabili della mobilità globale dovrebbero: 1) identificare proattivamente i viaggiatori su servizi del Gruppo Lufthansa fino a ottobre e verificare la conferma dei voli; 2) prevedere tempi di connessione più lunghi o considerare il treno per tratte intraeuropee; 3) avvisare i dipendenti che portano familiari in Germania questa estate che la capacità in alta stagione è più limitata del solito; 4) conservare le ricevute—le richieste di compensazione UE 261 potrebbero diventare un canale importante per il recupero dei costi in caso di escalation delle interruzioni. A medio termine, le aziende con viaggi concentrati in Germania potrebbero valutare di negoziare clausole di sovrapprezzo carburante nei contratti tariffari aziendali o diversificare le rotte tramite hub concorrenti come Parigi CDG o Istanbul IST.
Fonte: Euronews

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