
Due settimane dopo l’entrata obbligatoria del Sistema Biometrico di Entrata/Uscita (EES) dell’UE in tutti i confini esterni Schengen, la piattaforma di crowd-sourcing Qsensor ha pubblicato il primo report indipendente sull’impatto della tecnologia sui tempi di attesa. Il post del 26 aprile ha analizzato i dati in tempo reale delle code in sette grandi hub, tra cui Amsterdam, Zurigo e Francoforte, confrontando i dieci giorni prima e dopo il passaggio del 10 aprile. I ritardi medi sono aumentati di circa il 25%, ma il dato complessivo nasconde picchi significativi: ad Amsterdam l’attesa massima registrata ha raggiunto i 100 minuti, mentre a Zurigo e Francoforte si sono toccati i 120 minuti. A Milano Linate, i passeggeri hanno perso voli a causa di code oltre le tre ore nelle linee non-UE; Parigi-CDG e Madrid hanno segnalato simili “colli di bottiglia” ai chioschi durante il picco serale dei voli a lungo raggio. Finora l’aeroporto di Helsinki ha evitato le peggiori congestioni, grazie anche all’adozione anticipata di 25 chioschi biometrici self-service da parte di Finavia lo scorso autunno e alla politica di distribuire gli arrivi notturni asiatici di Finnair in fasce orarie scaglionate. Tuttavia, l’Associazione Finlandese dei Viaggi d’Affari segnala che i membri stanno già aggiungendo 90 minuti ai tempi di connessione quando si tratta di grandi hub come Francoforte o Parigi. I tour operator finlandesi consigliano ai viaggiatori leisure di scaricare l’app UE “Travel to Europe” per la pre-registrazione di dati biometrici (volto e impronte) con largo anticipo rispetto alla partenza. Le compagnie aeree, invece, avvertono che i passeggeri in transito che perdono voli a causa dei ritardi EES potrebbero non avere diritto a compensazioni secondo il regolamento EU261, poiché il controllo di frontiera non è sotto la loro responsabilità. Con il picco estivo a soli otto settimane e l’introduzione dell’autorizzazione pre-viaggio ETIAS prevista per il quarto trimestre 2026, i responsabili della mobilità dovrebbero: 1) prevedere scali di almeno tre ore nelle prenotazioni per arrivi a lungo raggio in Schengen; 2) informare i dipendenti sull’iscrizione biometrica una tantum; 3) monitorare il cruscotto orario delle code di Finavia, che sarà attivo da maggio. La Commissione Europea pubblicherà il primo rapporto ufficiale a giugno, ma i dati Qsensor suggeriscono già che le aziende dovrebbero prevedere tempi di sosta più lunghi e possibili pernottamenti in itinerari multi-settore.
Fonte: Qsensor Blog
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