
Nelle prime ore del 29 aprile, la Gazzetta Federale ha pubblicato il tanto atteso GEAS-Anpassungsgesetz, completando così il recepimento da parte della Germania del riformato Sistema Europeo Comune di Asilo (GEAS) dell’UE. Il testo di 420 pagine entrerà in vigore il 12 giugno 2026 e rappresenta la più grande riforma delle norme tedesche su asilo e rimpatrio degli ultimi trent’anni. Tra le novità principali, viene abolito il concetto di “asilo familiare”, introdotti centri di screening obbligatori vicino ai confini esterni e create basi giuridiche esplicite per la detenzione in attesa di rimpatrio.
Per i datori di lavoro, l’impatto più immediato è un nuovo progetto pilota per l’autorizzazione rapida al lavoro. I richiedenti asilo il cui caso viene valutato tramite la procedura accelerata al confine potranno, una volta riconosciuti, accedere al mercato del lavoro in appena dieci giorni, molto meno rispetto alla media attuale di sette settimane. Il governo punta a indirizzare i rifugiati riconosciuti verso settori con carenze acute, come sanità, logistica e ingegneria dell’idrogeno verde.
La legge inasprisce anche le regole sul welfare. I sussidi in denaro previsti dalla legge sui benefici per richiedenti asilo (AsylbLG) saranno ridotti in caso di ostruzione al rimpatrio, mentre chi viene trasferito in un altro Stato UE tramite il meccanismo di Dublino riceverà solo un supporto di sussistenza di base. I consigli comunali temono che questi tagli possano generare contenziosi legali, ma la coalizione sostiene che siano necessari per allineare gli incentivi alla prassi europea.
Dal punto di vista della compliance, i team di mobilità globale devono tenere presente il nuovo obbligo per le aziende di notificare agli uffici immigrazione locali l’assunzione di ex richiedenti asilo entro tre mesi dal riconoscimento dello status, misura pensata per migliorare le statistiche sul mercato del lavoro. I fornitori di software HR stanno già aggiornando le checklist di onboarding per raccogliere i dati richiesti dalla legge (data di riconoscimento, categoria del permesso e orario di lavoro).
Guardando al futuro, il Ministero dell’Interno emetterà almeno sei ordinanze attuative entro settembre, riguardanti fascicoli digitali, interoperabilità dei sistemi biometrici UE e standard per i centri di screening alle frontiere. Le aziende con un alto numero di assunzioni di rifugiati dovrebbero partecipare alle prossime consultazioni per garantire che le regole su firme elettroniche e verifica dell’identità siano compatibili con i flussi di onboarding aziendali.
Per i datori di lavoro, l’impatto più immediato è un nuovo progetto pilota per l’autorizzazione rapida al lavoro. I richiedenti asilo il cui caso viene valutato tramite la procedura accelerata al confine potranno, una volta riconosciuti, accedere al mercato del lavoro in appena dieci giorni, molto meno rispetto alla media attuale di sette settimane. Il governo punta a indirizzare i rifugiati riconosciuti verso settori con carenze acute, come sanità, logistica e ingegneria dell’idrogeno verde.
La legge inasprisce anche le regole sul welfare. I sussidi in denaro previsti dalla legge sui benefici per richiedenti asilo (AsylbLG) saranno ridotti in caso di ostruzione al rimpatrio, mentre chi viene trasferito in un altro Stato UE tramite il meccanismo di Dublino riceverà solo un supporto di sussistenza di base. I consigli comunali temono che questi tagli possano generare contenziosi legali, ma la coalizione sostiene che siano necessari per allineare gli incentivi alla prassi europea.
Dal punto di vista della compliance, i team di mobilità globale devono tenere presente il nuovo obbligo per le aziende di notificare agli uffici immigrazione locali l’assunzione di ex richiedenti asilo entro tre mesi dal riconoscimento dello status, misura pensata per migliorare le statistiche sul mercato del lavoro. I fornitori di software HR stanno già aggiornando le checklist di onboarding per raccogliere i dati richiesti dalla legge (data di riconoscimento, categoria del permesso e orario di lavoro).
Guardando al futuro, il Ministero dell’Interno emetterà almeno sei ordinanze attuative entro settembre, riguardanti fascicoli digitali, interoperabilità dei sistemi biometrici UE e standard per i centri di screening alle frontiere. Le aziende con un alto numero di assunzioni di rifugiati dovrebbero partecipare alle prossime consultazioni per garantire che le regole su firme elettroniche e verifica dell’identità siano compatibili con i flussi di onboarding aziendali.
Fonte: boerse-global.de