
La Polonia ha elaborato un numero record di 509.000 domande di soggiorno temporaneo da parte di cittadini extra-UE nel 2025, ma oltre 150.000 casi erano ancora in attesa di una decisione di primo grado ad aprile. Il 17 maggio 2026, la Cancelleria del Primo Ministro ha pubblicato il disegno di legge UD-408, che introdurrebbe il cosiddetto “silenzio assenso” qualora un governatore provinciale non emetta una decisione entro 60 giorni dal deposito della pratica completa. La riforma è rivolta ai richiedenti provenienti da paesi terzi “a basso rischio e altamente sviluppati”, la cui verifica di sicurezza solleva poche preoccupazioni. Se approvata, ciò significherebbe che lavoratori trasferiti da Stati Uniti, Canada, Giappone o Corea del Sud, per esempio, potrebbero ottenere automaticamente il diritto legale di soggiorno e lavoro al termine del periodo di due mesi, salvo obiezioni attive da parte delle autorità. Rimarranno comunque possibili ricorsi e controlli di sicurezza post-decisione, e il Ministero dell’Interno potrà revocare il permesso in caso di nuove minacce.
Le federazioni dei datori di lavoro, in particolare nei settori IT, energie rinnovabili e manifatturiero avanzato, hanno fatto pressione per tempi certi, sostenendo che il nuovo sistema di presentazione digitale MOS 2.0 (lanciato il 27 aprile) non ha ancora risolto le code croniche negli uffici dei voivodi. La Confederazione Lewiatan stima che ogni mese di ritardo costi alle aziende circa 4.000 euro in perdita di produttività per ogni espatriato. Il silenzio assenso, secondo loro, allineerebbe la Polonia ai modelli di procedura accelerata già adottati in Paesi Bassi e Danimarca, aumentando la competitività del Paese per gli investimenti esteri.
I gruppi per i diritti dei migranti accolgono con cautela l’idea, ma avvertono che un trattamento differenziato in base alla nazionalità potrebbe violare le norme UE contro la discriminazione. Sottolineano inoltre che i richiedenti soggetti al silenzio assenso dovranno comunque attendere la carta di soggiorno fisica, che nella voivodìa di Mazowieckie può richiedere fino a 90 giorni dopo la decisione. Senza la carta, i viaggi d’affari transfrontalieri sono rischiosi, poiché l’ingresso in Polonia potrebbe essere negato.
Per i responsabili della mobilità globale la proposta è incoraggiante ma non ancora legge. Le aziende dovrebbero continuare a presentare pratiche complete tramite MOS 2.0, monitorare il termine dei 60 giorni e prevedere tempi aggiuntivi per il rilascio della carta. Se il disegno di legge sarà approvato nel secondo trimestre, i team HR dovranno rivedere le notifiche per i lavoratori distaccati, i certificati A1 e l’uso dei visti Schengen per evitare soggiorni irregolari durante la fase di transizione.
Le federazioni dei datori di lavoro, in particolare nei settori IT, energie rinnovabili e manifatturiero avanzato, hanno fatto pressione per tempi certi, sostenendo che il nuovo sistema di presentazione digitale MOS 2.0 (lanciato il 27 aprile) non ha ancora risolto le code croniche negli uffici dei voivodi. La Confederazione Lewiatan stima che ogni mese di ritardo costi alle aziende circa 4.000 euro in perdita di produttività per ogni espatriato. Il silenzio assenso, secondo loro, allineerebbe la Polonia ai modelli di procedura accelerata già adottati in Paesi Bassi e Danimarca, aumentando la competitività del Paese per gli investimenti esteri.
I gruppi per i diritti dei migranti accolgono con cautela l’idea, ma avvertono che un trattamento differenziato in base alla nazionalità potrebbe violare le norme UE contro la discriminazione. Sottolineano inoltre che i richiedenti soggetti al silenzio assenso dovranno comunque attendere la carta di soggiorno fisica, che nella voivodìa di Mazowieckie può richiedere fino a 90 giorni dopo la decisione. Senza la carta, i viaggi d’affari transfrontalieri sono rischiosi, poiché l’ingresso in Polonia potrebbe essere negato.
Per i responsabili della mobilità globale la proposta è incoraggiante ma non ancora legge. Le aziende dovrebbero continuare a presentare pratiche complete tramite MOS 2.0, monitorare il termine dei 60 giorni e prevedere tempi aggiuntivi per il rilascio della carta. Se il disegno di legge sarà approvato nel secondo trimestre, i team HR dovranno rivedere le notifiche per i lavoratori distaccati, i certificati A1 e l’uso dei visti Schengen per evitare soggiorni irregolari durante la fase di transizione.
Fonte: Kresy.pl
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