
La Cancelleria del Primo Ministro della Polonia ha pubblicato una bozza di modifica (progetto UD408) che introdurrebbe un meccanismo di “silenzio-assenso” nella legge sugli stranieri. Secondo la proposta, se un voivoda (governatore provinciale) non emette una decisione su una domanda completa di permesso di soggiorno temporaneo o permesso unico entro 60 giorni, il permesso si considererebbe automaticamente approvato.
Questa iniziativa nasce dall’incremento senza precedenti delle richieste: nel 2025 oltre 509.000 cittadini di paesi terzi hanno presentato domanda di soggiorno temporaneo, e più di 328.000 sono state approvate, secondo l’Ufficio per gli Stranieri. I datori di lavoro lamentano che attese di mesi costringono personale qualificato a posticipare incarichi, ritardare progetti o lasciare la Polonia per evitare di superare la durata del visto.
Il governo sostiene che tempi certi sono necessari per mantenere gli investimenti e aiutare le aziende a coprire 500.000 posti vacanti, soprattutto nei settori IT, logistica e manifatturiero. La bozza limita il silenzio-assenso ai cittadini di paesi “a basso rischio migratorio e altamente sviluppati” ed esclude chi risulta segnalato nel Sistema d’Informazione Schengen o nella lista polacca delle persone indesiderate. I servizi di sicurezza potranno comunque revocare il permesso se, dopo l’approvazione, emergessero minacce all’ordine pubblico.
Se approvata nel secondo trimestre del 2026, la misura farebbe della Polonia uno dei pochi Stati UE a codificare il silenzio-assenso nella normativa sull’immigrazione. I responsabili della mobilità internazionale dovranno preparare nuove checklist di onboarding, poiché una quota maggiore di dipendenti potrebbe iniziare a lavorare entro due mesi dalla domanda, senza mai ricevere fisicamente la carta di soggiorno. Le aziende dovranno inoltre ricordare internamente di ritirare la carta una volta stampata; il mancato ritiro potrebbe invalidare il permesso concesso tacitamente. Infine, i team HR dovranno aspettarsi controlli più rigorosi in fase iniziale: gli uffici dei voivoda probabilmente respingeranno con maggiore decisione le pratiche incomplete per evitare di far scattare il termine dei 60 giorni. La qualità dei documenti presentati diventa quindi fondamentale per chi vuole beneficiare di questa procedura più rapida.
Questa iniziativa nasce dall’incremento senza precedenti delle richieste: nel 2025 oltre 509.000 cittadini di paesi terzi hanno presentato domanda di soggiorno temporaneo, e più di 328.000 sono state approvate, secondo l’Ufficio per gli Stranieri. I datori di lavoro lamentano che attese di mesi costringono personale qualificato a posticipare incarichi, ritardare progetti o lasciare la Polonia per evitare di superare la durata del visto.
Il governo sostiene che tempi certi sono necessari per mantenere gli investimenti e aiutare le aziende a coprire 500.000 posti vacanti, soprattutto nei settori IT, logistica e manifatturiero. La bozza limita il silenzio-assenso ai cittadini di paesi “a basso rischio migratorio e altamente sviluppati” ed esclude chi risulta segnalato nel Sistema d’Informazione Schengen o nella lista polacca delle persone indesiderate. I servizi di sicurezza potranno comunque revocare il permesso se, dopo l’approvazione, emergessero minacce all’ordine pubblico.
Se approvata nel secondo trimestre del 2026, la misura farebbe della Polonia uno dei pochi Stati UE a codificare il silenzio-assenso nella normativa sull’immigrazione. I responsabili della mobilità internazionale dovranno preparare nuove checklist di onboarding, poiché una quota maggiore di dipendenti potrebbe iniziare a lavorare entro due mesi dalla domanda, senza mai ricevere fisicamente la carta di soggiorno. Le aziende dovranno inoltre ricordare internamente di ritirare la carta una volta stampata; il mancato ritiro potrebbe invalidare il permesso concesso tacitamente. Infine, i team HR dovranno aspettarsi controlli più rigorosi in fase iniziale: gli uffici dei voivoda probabilmente respingeranno con maggiore decisione le pratiche incomplete per evitare di far scattare il termine dei 60 giorni. La qualità dei documenti presentati diventa quindi fondamentale per chi vuole beneficiare di questa procedura più rapida.
Fonte: Remix News
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