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La Germania vota per ridurre la tassa sull'aviazione da luglio, ma i prezzi dei voli caleranno davvero?

mag 24, 2026
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La Germania vota per ridurre la tassa sull'aviazione da luglio, ma i prezzi dei voli caleranno davvero?
In una seduta notturna di voto il 23 maggio, il Bundestag ha approvato una modifica alla legge sulla tassa sul traffico aereo che annulla il sovrapprezzo introdotto lo scorso anno sulle tasse di partenza. Dal 1° luglio 2026, la tassa sui biglietti a corto raggio scenderà da 15,53 € a 13,03 €, quella a medio raggio da 39,34 € a 33,01 € e quella a lungo raggio da 70,83 € a 59,43 €. La coalizione sostiene che la riduzione sia necessaria per rafforzare la competitività degli hub tedeschi, dopo che diversi vettori — in particolare Ryanair ed easyJet — hanno ridotto la capacità o chiuso basi, imputando la decisione agli elevati costi operativi. La reazione del settore è stata più che altro cauta, piuttosto che entusiasta. Kay Lindemann, vicepresidente per gli affari governativi di Lufthansa, ha dichiarato a DW che la mossa “manda il segnale giusto”, ma ha avvertito che si tratta solo di una delle tante tasse e oneri che sono raddoppiati dal 2019. L’economista dell’aviazione Prof. Frank Fichert osserva che i costi del carburante — aumentati a causa delle tensioni in Medio Oriente — ora superano di gran lunga le tasse sui biglietti, mentre una cronica carenza di nuovi aeromobili limita l’offerta. La società di consulenza Airborne prevede che il taglio fiscale ridurrà in media da 2 a 6 € il costo dei biglietti tedeschi, “poco più che una goccia nel mare in un contesto di tariffe ai massimi storici”. Per le multinazionali, la modifica offre un sollievo limitato ma gradito sui budget di viaggio. Un viaggiatore aziendale che prenoti 200 biglietti a lungo raggio all’anno potrebbe risparmiare circa 2.300 €, ma i responsabili dei viaggi sono invitati a non aspettarsi cali generalizzati delle tariffe, poiché le compagnie potrebbero semplicemente assorbire la differenza. I team di acquisto dovrebbero invece concentrarsi sulla negoziazione di sconti dinamici e sul monitoraggio delle clausole di passaggio dei sovrapprezzi nei contratti di distribuzione globale. La misura costerà al bilancio federale circa 350 milioni di euro all’anno. Le ONG ambientaliste sono critiche, accusando Berlino di aver fatto marcia indietro su uno strumento che spinge i viaggiatori verso il treno. Il governo replica che l’aviazione partecipa già al Sistema di Scambio delle Emissioni dell’UE e sarà soggetta a obblighi crescenti di miscele di carburanti sostenibili a partire dal 2027. Se il taglio fiscale stimolerà nuove rotte o semplicemente sosterrà quelle esistenti, sarà chiaro quando a agosto saranno presentati gli orari per l’inverno 2026/27. Nel frattempo, gli amministratori dei viaggi dovrebbero informare i viaggiatori che i prezzi dei biglietti difficilmente cambieranno da un giorno all’altro e che le tariffe accessorie — selezione del posto, bagagli, sovrapprezzi SAF — continueranno a salire. Il vero successo, secondo gli analisti, potrebbe risiedere nel messaggio politico: la Germania vuole restare un hub aereo di primo piano, senza cedere traffico ad Amsterdam, Vienna o Zurigo.
Fonte: Deutsche Welle

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