
Il collegamento stradale nord-sud più importante dell’Austria, l’autostrada del Brennero (A13) e la parallela Brennerstraße (B182), sono stati bloccati sabato 30 maggio, quando attivisti per il clima e contro il transito hanno formato una catena umana e parcheggiato veicoli su tutte le corsie al confine di stato. La polizia ha chiuso l’autostrada e la vecchia strada statale dalle 11:00 alle 19:00, attivando piani di deviazione ben collaudati che hanno instradato le auto attraverso il Passo Fern e i camion tramite i corridoi del Tauern e del Pyhrn. Sono stati impiegati oltre 400 agenti, pannelli informativi mobili e droni per mantenere il flusso del traffico verso i valichi alternativi e prevenire blocchi spontanei sulle strade di accesso.
Gli organizzatori — il Forum del Transito del Tirolo insieme agli attivisti climatici di “Letzte Generation” — definiscono l’azione un “ultimo avvertimento” a Vienna, Roma e Bruxelles per ridurre il traffico pesante sulle Alpi. Sottolineano che il volume di camion attraverso il Tirolo è aumentato del 4,5% nel primo trimestre del 2026, nonostante i limiti di blocco e i divieti notturni già in vigore. L’associazione austriaca degli autotrasportatori AISÖ, invece, definisce la protesta “sabotaggio economico”, stimando che ogni ora di chiusura costi alle catene di approvvigionamento 2 milioni di euro in perdita di produttività e penali.
Per i turisti diretti sulla costa adriatica italiana e per i viaggiatori d’affari tra Monaco e Milano, l’impatto immediato è stato un allungamento dei tempi di percorrenza di due o tre ore. I servizi ferroviari sulla linea parallela del Brennero hanno continuato a funzionare, ma ÖBB ha richiesto ai passeggeri di mostrare il biglietto alla stazione principale di Innsbruck prima di accedere al binario 21, per timore di sovraffollamento. I spedizionieri hanno anticipato il trasferimento di carichi urgenti su navette ferroviarie senza accompagnamento o hanno deviato il traffico via Svizzera.
Le autorità sottolineano che la chiusura era legalmente registrata e quindi consentita dalla legislazione austriaca sul diritto di manifestare. Tuttavia, il ministro dell’Interno Gerhard Karner ha avvertito che “ripetute ostruzioni su larga scala di un corridoio europeo chiave non possono diventare la nuova normalità” e ha confermato che la polizia sta esaminando i filmati per violazioni che vanno dall’interferenza pericolosa con il traffico ai danni alla proprietà.
Guardando al futuro, il governo provinciale del Tirolo prevede di convocare a giugno un “Tavolo Rotondo sulla Mobilità Alpina” con l’Alto Adige e la Baviera per riesaminare proposte di lunga data su un pedaggio transfrontaliero per i camion e un sistema obbligatorio di quote per le navette ferroviarie. Le imprese con catene di approvvigionamento transalpine sono invitate a mantenere rotte flessibili almeno durante la stagione estiva di punta, quando sono previste ulteriori proteste.
Gli organizzatori — il Forum del Transito del Tirolo insieme agli attivisti climatici di “Letzte Generation” — definiscono l’azione un “ultimo avvertimento” a Vienna, Roma e Bruxelles per ridurre il traffico pesante sulle Alpi. Sottolineano che il volume di camion attraverso il Tirolo è aumentato del 4,5% nel primo trimestre del 2026, nonostante i limiti di blocco e i divieti notturni già in vigore. L’associazione austriaca degli autotrasportatori AISÖ, invece, definisce la protesta “sabotaggio economico”, stimando che ogni ora di chiusura costi alle catene di approvvigionamento 2 milioni di euro in perdita di produttività e penali.
Per i turisti diretti sulla costa adriatica italiana e per i viaggiatori d’affari tra Monaco e Milano, l’impatto immediato è stato un allungamento dei tempi di percorrenza di due o tre ore. I servizi ferroviari sulla linea parallela del Brennero hanno continuato a funzionare, ma ÖBB ha richiesto ai passeggeri di mostrare il biglietto alla stazione principale di Innsbruck prima di accedere al binario 21, per timore di sovraffollamento. I spedizionieri hanno anticipato il trasferimento di carichi urgenti su navette ferroviarie senza accompagnamento o hanno deviato il traffico via Svizzera.
Le autorità sottolineano che la chiusura era legalmente registrata e quindi consentita dalla legislazione austriaca sul diritto di manifestare. Tuttavia, il ministro dell’Interno Gerhard Karner ha avvertito che “ripetute ostruzioni su larga scala di un corridoio europeo chiave non possono diventare la nuova normalità” e ha confermato che la polizia sta esaminando i filmati per violazioni che vanno dall’interferenza pericolosa con il traffico ai danni alla proprietà.
Guardando al futuro, il governo provinciale del Tirolo prevede di convocare a giugno un “Tavolo Rotondo sulla Mobilità Alpina” con l’Alto Adige e la Baviera per riesaminare proposte di lunga data su un pedaggio transfrontaliero per i camion e un sistema obbligatorio di quote per le navette ferroviarie. Le imprese con catene di approvvigionamento transalpine sono invitate a mantenere rotte flessibili almeno durante la stagione estiva di punta, quando sono previste ulteriori proteste.
Fonte: ORF Tirol