
Il Belgio ha completato l’ultima fase della sua digitalizzazione delle procedure migratorie, richiedendo ai datori di lavoro di tutto il paese di presentare tutte le domande per il Permesso di Lavoro B e per i permessi di pendolari transfrontalieri esclusivamente tramite il portale federale “Working in Belgium” a partire dal 1° maggio 2026. La novità, annunciata ufficialmente il 29 maggio, elimina i canali e-mail specifici per regione che da tempo creavano difficoltà alle multinazionali nel trasferire personale a Bruxelles, Fiandre e Vallonia.
Secondo le nuove regole, i team HR caricano moduli e documenti di supporto direttamente sul portale, che effettua una validazione in tempo reale e assegna un numero di pratica tracciabile sia dalle aziende che dalle autorità regionali. Le autorità sottolineano che i controlli automatizzati ridurranno le richieste di integrazioni, che in passato allungavano i tempi di elaborazione di settimane.
Per le imprese, i vantaggi sono doppi: requisiti uniformi nelle tre regioni del Belgio e maggiore trasparenza sullo stato delle pratiche. I responsabili della mobilità hanno dichiarato a The Bulletin che la visibilità tramite dashboard li aiuta già a pianificare con più sicurezza le date di inizio e a ridurre i costi legati ai periodi di “shadow payroll” causati da ritardi burocratici.
La riforma si inserisce inoltre nel contesto europeo di digitalizzazione delle amministrazioni migratorie. Paesi vicini come Paesi Bassi e Francia hanno lanciato piattaforme simili nel 2025, mentre le istituzioni UE spingono gli Stati membri a collegare i sistemi nazionali per facilitare la mobilità dei talenti secondo la direttiva aggiornata della Blue Card.
Per le aziende che gestiscono progetti multinazionali, il cambiamento belga elimina l’ultimo collo di bottiglia cartaceo nella regione Benelux. Praticamente, i datori di lavoro devono assicurarsi che i loro rappresentanti legali e i fornitori di servizi paghe siano registrati sul portale e che i protocolli di firma elettronica rispettino gli standard belgi.
Mentre la Vallonia concede un breve “periodo di tolleranza” per i documenti già in lavorazione, le nuove domande via e-mail non sono più accettate e le autorità avvertono che i fascicoli non conformi saranno respinti senza appello.
Secondo le nuove regole, i team HR caricano moduli e documenti di supporto direttamente sul portale, che effettua una validazione in tempo reale e assegna un numero di pratica tracciabile sia dalle aziende che dalle autorità regionali. Le autorità sottolineano che i controlli automatizzati ridurranno le richieste di integrazioni, che in passato allungavano i tempi di elaborazione di settimane.
Per le imprese, i vantaggi sono doppi: requisiti uniformi nelle tre regioni del Belgio e maggiore trasparenza sullo stato delle pratiche. I responsabili della mobilità hanno dichiarato a The Bulletin che la visibilità tramite dashboard li aiuta già a pianificare con più sicurezza le date di inizio e a ridurre i costi legati ai periodi di “shadow payroll” causati da ritardi burocratici.
La riforma si inserisce inoltre nel contesto europeo di digitalizzazione delle amministrazioni migratorie. Paesi vicini come Paesi Bassi e Francia hanno lanciato piattaforme simili nel 2025, mentre le istituzioni UE spingono gli Stati membri a collegare i sistemi nazionali per facilitare la mobilità dei talenti secondo la direttiva aggiornata della Blue Card.
Per le aziende che gestiscono progetti multinazionali, il cambiamento belga elimina l’ultimo collo di bottiglia cartaceo nella regione Benelux. Praticamente, i datori di lavoro devono assicurarsi che i loro rappresentanti legali e i fornitori di servizi paghe siano registrati sul portale e che i protocolli di firma elettronica rispettino gli standard belgi.
Mentre la Vallonia concede un breve “periodo di tolleranza” per i documenti già in lavorazione, le nuove domande via e-mail non sono più accettate e le autorità avvertono che i fascicoli non conformi saranno respinti senza appello.
Fonte: RusTourismNews
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