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Il Patto Migratorio UE Entra in Vigore: Cosa Cambia per Viaggiatori e Datori di Lavoro in Francia

giu 13, 2026
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Il Patto Migratorio UE Entra in Vigore: Cosa Cambia per Viaggiatori e Datori di Lavoro in Francia
Dopo quasi sei anni di negoziati, il Patto dell’Unione Europea su Migrazione e Asilo è entrato ufficialmente in vigore venerdì 12 giugno 2026. Per la Francia, si tratta di molto più di una semplice tappa istituzionale: questo patto riscrive le regole che consolati, polizia di frontiera, uffici risorse umane e responsabili della mobilità hanno seguito per decenni.

Con il nuovo regime, ogni cittadino di paesi terzi fermato a una frontiera esterna dell’UE – inclusi Parigi-Charles-de-Gaulle, i porti della Manica e gli aeroporti d’oltremare come Pointe-à-Pitre – dovrà sottoporsi a un controllo comune che comprende identità, salute e sicurezza. Chi proviene da paesi con tassi di protezione medi inferiori al 20% potrà essere inserito in una procedura d’asilo accelerata, della durata massima di dodici settimane.

I datori di lavoro che sponsorizzano visti per talenti vedranno quindi una distinzione più netta tra i canali di migrazione lavorativa e quelli umanitari, ma dovranno anche rispettare scadenze più stringenti per la presentazione dei documenti qualora la nazionalità del dipendente rientri nella procedura accelerata.

Un secondo pilastro del patto è il “meccanismo di solidarietà” permanente. La Francia, che lo scorso anno ha ricevuto 137.000 domande di asilo per la prima volta, è classificata come paese sotto pressione migratoria. Gli altri Stati membri possono scegliere se ricollocare i richiedenti asilo sul proprio territorio o versare un contributo finanziario; Parigi stima che il fondo di solidarietà potrebbe finanziare 6.000 posti di accoglienza aggiuntivi nel 2026. Tuttavia, i responsabili dei viaggi d’affari devono prepararsi a possibili momenti di saturazione nelle regioni di Parigi e Lione, dove gli alloggi sono già scarsi.

Infine, il patto si riflette anche nella legislazione interna. Un decreto pubblicato il 6 giugno ha modificato il Codice sull’ingresso e soggiorno degli stranieri e sul diritto d’asilo (Ceseda), consentendo alle autorità francesi di raccogliere impronte digitali complete dai richiedenti di età superiore ai sei anni e di collegare i visti direttamente al Sistema di Entrata/Uscita dell’UE. Il Ministero dell’Interno ha confermato che le guardie di frontiera hanno completato gli aggiornamenti software a Roissy e Orly e hanno formato 1.200 operatori all’uso dei nuovi tablet per il controllo biometrico.

Per le multinazionali, il consiglio pratico è duplice: 1) preparare un briefing di una pagina per il personale internazionale, spiegando che le code potrebbero allungarsi nelle prime settimane di applicazione, soprattutto per chi possiede passaporti non UE; 2) rivedere i fascicoli dei lavoratori distaccati, perché il nuovo Regolamento sul Ritorno (che si prevede sarà adottato entro fine mese) renderà più difficile regolarizzare chi supera la durata del permesso.

In sintesi, la conformità è ora un obiettivo in evoluzione – ma con coordinate più chiare e valide in tutta l’UE.
Fonte: Europe 1 / Brussels Signal

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