
Cinque anni dopo la sua prima presentazione, il Patto europeo su migrazione e asilo è entrato ufficialmente in vigore il 12 giugno. Entro 48 ore, la Francia ha emanato il Décret 2026-454, un testo di 135 pagine che riscrive ampie sezioni del Code de l’entrée et du séjour des étrangers et du droit d’asile (CESEDA) per allineare le procedure nazionali alle nuove norme UE.
Per i datori di lavoro, la novità principale è l’introduzione di un unico “screening” standardizzato alle frontiere esterne, che in meno di 60 minuti raccoglie dati biometrici, sanitari e indicatori di rischio per la sicurezza. I cittadini di paesi terzi che superano lo screening ma necessitano di ulteriori verifiche saranno inseriti in una procedura d’asilo accelerata, con un limite massimo di 12 settimane.
Il decreto affida all’Ufficio francese per l’immigrazione e l’integrazione (OFII) il compito di gestire il personale ai posti di frontiera e di rilasciare attestati di “prova di alloggio”, documenti spesso richiesti per trasferimenti lavorativi con breve preavviso.
Il Patto introduce inoltre un meccanismo di solidarietà obbligatorio: la Francia deve accettare il trasferimento di migranti dai paesi di prima accoglienza (Grecia, Italia, Spagna) o versare una quota compensativa di 20.000 euro per ogni migrante non accolto. I responsabili delle relocation aziendali devono quindi prepararsi a picchi periodici di pressione sulle strutture ricettive regionali quando si attivano le quote di trasferimento; il decreto consente alle prefetture di requisire camere d’albergo e residenze studentesche vuote con un preavviso di 24 ore.
Di pari importanza è la gestione dei dati: tutte le decisioni nel nuovo sistema saranno registrate sulla piattaforma Eurodac 2.0, offrendo a guardie di frontiera e servizi di ispezione del lavoro una visibilità quasi immediata sulla storia di asilo di un viaggiatore in tutta l’UE. Le aziende che sponsorizzano permessi di lavoro devono quindi garantire la completa trasparenza su eventuali soggiorni irregolari o richieste d’asilo precedenti dei propri dipendenti; la non conformità potrà ora essere rilevata automaticamente.
Il governo francese ha aperto una linea diretta pubblica fino al 30 luglio per raccogliere commenti sull’impatto pratico del decreto. I dipartimenti HR sono invitati a monitorare il sito OFII per le linee guida attuative, in particolare su prove accettabili di alloggio e copertura assicurativa sanitaria, attese prima della intensa stagione di trasferimenti di settembre.
Per i datori di lavoro, la novità principale è l’introduzione di un unico “screening” standardizzato alle frontiere esterne, che in meno di 60 minuti raccoglie dati biometrici, sanitari e indicatori di rischio per la sicurezza. I cittadini di paesi terzi che superano lo screening ma necessitano di ulteriori verifiche saranno inseriti in una procedura d’asilo accelerata, con un limite massimo di 12 settimane.
Il decreto affida all’Ufficio francese per l’immigrazione e l’integrazione (OFII) il compito di gestire il personale ai posti di frontiera e di rilasciare attestati di “prova di alloggio”, documenti spesso richiesti per trasferimenti lavorativi con breve preavviso.
Il Patto introduce inoltre un meccanismo di solidarietà obbligatorio: la Francia deve accettare il trasferimento di migranti dai paesi di prima accoglienza (Grecia, Italia, Spagna) o versare una quota compensativa di 20.000 euro per ogni migrante non accolto. I responsabili delle relocation aziendali devono quindi prepararsi a picchi periodici di pressione sulle strutture ricettive regionali quando si attivano le quote di trasferimento; il decreto consente alle prefetture di requisire camere d’albergo e residenze studentesche vuote con un preavviso di 24 ore.
Di pari importanza è la gestione dei dati: tutte le decisioni nel nuovo sistema saranno registrate sulla piattaforma Eurodac 2.0, offrendo a guardie di frontiera e servizi di ispezione del lavoro una visibilità quasi immediata sulla storia di asilo di un viaggiatore in tutta l’UE. Le aziende che sponsorizzano permessi di lavoro devono quindi garantire la completa trasparenza su eventuali soggiorni irregolari o richieste d’asilo precedenti dei propri dipendenti; la non conformità potrà ora essere rilevata automaticamente.
Il governo francese ha aperto una linea diretta pubblica fino al 30 luglio per raccogliere commenti sull’impatto pratico del decreto. I dipartimenti HR sono invitati a monitorare il sito OFII per le linee guida attuative, in particolare su prove accettabili di alloggio e copertura assicurativa sanitaria, attese prima della intensa stagione di trasferimenti di settembre.
Fonte: Agence Europe
Come può aiutarti VisaHQ
VisaHQ semplifica la richiesta del visto per privati e aziende. Verifica i requisiti di viaggio aggiornati, prepara i documenti necessari e gestisci la tua richiesta online tramite il portale VisaHQ per Francia.Di più da Francia
Visualizza tutto
La Francia chiude le frontiere per il G7: aperti solo sette valichi tra Ginevra ed Evian
La Francia chiude la maggior parte dei valichi di confine con la Svizzera e mobilita 16.000 agenti per il vertice G7 di Evian