
Il 19 giugno, l’avvocato M. Alejandra Vargas di Duane Morris ha descritto come la lunga battaglia del settore dell’immigrazione contro quattro politiche poco conosciute di sospensione dell’USCIS abbia finalmente dato i suoi frutti—almeno sulla carta. Il 5 giugno, il Tribunale Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto di Rhode Island ha annullato le direttive dell’agenzia note come “Global Asylum Hold”, “Benefits Hold”, “Comprehensive Re-Review” e “Country-Specific Factors”, che per anni avevano bloccato l’esame delle petizioni di lavoro e delle richieste di adeguamento presentate da cittadini dei cosiddetti paesi soggetti a “travel-ban”. L’USCIS ha riconosciuto pubblicamente l’annullamento l’11 giugno, comunicando agli stakeholder che tali politiche “dovrebbero essere considerate come non più in vigore”. Tuttavia, due settimane dopo, i professionisti del settore segnalano che non si è registrato alcun aumento significativo nelle decisioni riguardanti migliaia di richieste di estensione H-1B, domande I-485 per la green card e rinnovi EAD, molte delle quali sono ferme da oltre due anni. L’agenzia ha presentato appello ma non ha richiesto la sospensione dell’ordinanza, che quindi resta valida. Per le aziende con dipendenti provenienti da Iran, Siria, Yemen e altri paesi interessati, la sentenza rappresenta una benedizione a metà: offre un solido fondamento legale per sollecitare l’azione, soprattutto per i casi in elaborazione accelerata—le aziende possono ora citare l’ordinanza in email di sollecito e, se necessario, minacciare azioni legali mandamentali. Tuttavia, i casi in elaborazione ordinaria restano bloccati negli opachi arretrati dell’agenzia; i tempi di lavorazione pubblicati dall’USCIS continuano ad allungarsi, rendendo difficile anche la presentazione di richieste di servizio. Vargas invita i datori di lavoro a coinvolgere gli uffici congressuali e i gruppi di settore per fare pressione sulla leadership dell’USCIS e a prepararsi a eventuali contenziosi qualora i casi non avanzassero. Consiglia inoltre di monitorare l’appello presso il Primo Circuito: un ribaltamento potrebbe ripristinare le sospensioni, mentre una conferma consoliderebbe la vittoria e potrebbe costringere l’USCIS a riorientare le risorse. Per i programmi di mobilità globale, la lezione pratica è di verificare i fascicoli per eventuali petizioni segnalate dalle vecchie politiche e agire subito—prima che la finestra di opportunità si chiuda. La decisione rappresenta un raro spiraglio di luce per i lavoratori bloccati nel limbo del travel-ban, ma solo un’azione decisa potrà trasformare la vittoria legale in approvazioni concrete.
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