
Dal 15 giugno 2026, la Carta Personale per il Trasporto Pubblico (TTP), necessaria per caricare abbonamenti mensili e multi-viaggio nella regione di Madrid, potrà essere emessa, rinnovata o sostituita solo se il richiedente è ufficialmente “empadronado” — cioè registrato nel censimento comunale — secondo quanto riportato da Diario Qué! il 21 giugno. Fino ad ora, ai viaggiatori bastava presentare passaporto o NIE e pagare una tassa di emissione di 4 euro. La nuova norma, pubblicata nel BOCM del 13 giugno, prevede ancora eccezioni per studenti universitari e residenti nei comuni confinanti di Castilla-La Mancha e Castilla-León, ma esclude circa 40.000 migranti irregolari nella capitale che non possono ottenere il certificato di residenza. L’associazione civile Acción Contra el Odio ha presentato un reclamo alla procura, denunciando una discriminazione indiretta. Gli attivisti sottolineano che la registrazione spesso richiede un contratto di affitto formale o il consenso del proprietario, documenti che molti affittuari informali o in stanze condivise non possiedono, rendendo di fatto impossibile la loro mobilità e, di conseguenza, la possibilità di lavorare o partecipare a appuntamenti per l’immigrazione. La misura arriva in un momento in cui si sono formate lunghe code negli uffici CRTM, dove i migranti utilizzano la carta come prova di residenza per supportare le domande di regolarizzazione secondo il Decreto Reale 316/2026. Per i datori di lavoro, la restrizione potrebbe complicare la logistica degli spostamenti per i nuovi assunti in attesa di documenti per l’integrazione sociale. I team HR dovrebbero valutare l’erogazione di rimborsi viaggio utilizzabili su biglietti singoli o carpooling fino a quando i dipendenti non ottengano lo status di empadronado. Le aziende che trasferiscono personale all’interno della Spagna devono ora includere la registrazione comunale nelle checklist di onboarding, soprattutto per i familiari a carico che necessitano di abbonamenti scontati per giovani. Dal punto di vista della compliance, la politica evidenzia come le regole di mobilità subnazionali possano intrecciarsi con lo status migratorio. I responsabili della mobilità globale dovrebbero monitorare iniziative simili in altre comunità autonome, dato che le agevolazioni sui trasporti locali sono sempre più usate come filtri di fatto per la residenza. Il governo di Madrid afferma che l’obiettivo è semplicemente “snellire la domanda e prevenire frodi”, ma gli avvocati avvertono che legare un documento base di servizio pubblico alla registrazione potrebbe essere contestato alla luce dei principi di libertà di movimento dell’UE, visto che anche molti cittadini europei incontrano difficoltà con il padrón al loro arrivo. Se il contenzioso avrà successo, la regione potrebbe dover tornare all’emissione basata su documenti d’identità o creare un percorso alternativo per la prova di residenza. Fino ad allora, datori di lavoro e migranti coinvolti non avranno altra scelta che districarsi nella burocrazia comunale o pagare biglietti singoli a tariffa piena, aumentando costi e difficoltà nella mobilità quotidiana.
Fonte: Diario Qué!
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