
Un nuovo sondaggio di Envoy Global sul corporate immigration rivela che il 61% delle aziende statunitensi ha trasferito personale straniero all’estero nell’ultimo anno e il 76% avvia la sponsorizzazione per la green card entro i primi tre mesi di assunzione, entrambi valori record. Questo cambiamento è una risposta diretta all’imprevedibilità delle lotterie per il visto H-1B, all’aumento dei tassi di rifiuto e alle imminenti aumenti delle tariffe. Il talento indiano è al centro di questa trasformazione: nel 2025 fiscale sono state approvate 284.000 richieste H-1B per cittadini indiani, che però devono affrontare code di oltre 9 mesi per i visti turistici e regole salariali più rigide. Le aziende intervistate indicano Canada, Regno Unito, Australia e Germania come principali destinazioni per il trasferimento, citando procedure più rapide per i permessi di lavoro e percorsi più agevoli verso la residenza permanente. I datori di lavoro nei settori finanziario e tecnologico, tradizionalmente i maggiori utilizzatori di H-1B, guidano questa migrazione, ampliando centri di erogazione near-shore e adottando politiche remote-first. Contemporaneamente, anticipano la sponsorizzazione delle green card per trattenere il personale chiave rimasto negli Stati Uniti, accettando ritardi nelle procedure PERM che ora si estendono fino a 18 mesi. Per i professionisti indiani, questa strategia mista offre più opzioni ma anche una competizione più dura: una mancata estrazione alla lotteria H-1B può portare a un’offerta per Canada o Regno Unito invece di un secondo tentativo negli USA. Le aziende che gestiscono programmi di mobilità globale dovrebbero rivedere i costi di parità fiscale, le politiche di sicurezza per il lavoro da remoto e le quote per i trasferimenti intra-aziendali, in un contesto di mosaici di talenti in evoluzione. I consulenti per l’immigrazione avvertono che un approccio frammentario degli USA — con restrizioni sui visti temporanei ma un’espansione silenziosa di percorsi settoriali specifici, come la nuova idoneità H-2A per l’industria lattiero-casearia — genera difficoltà nella pianificazione. Si raccomanda ai datori di lavoro di diversificare i canali di sponsorizzazione e di mantenere pronte sedi alternative per l’anno fiscale 2027.
Fonte: Business Standard
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