
Le tanto attese Norme sugli Investimenti Esteri della Cina (Decreto del Consiglio di Stato n. 837) sono entrate in vigore il 1° luglio 2026, introducendo ampi poteri di revisione della sicurezza nazionale per le operazioni che coinvolgono il trasferimento di capitali, tecnologia e, soprattutto, personale all’estero. Secondo The Straits Times, Pechino potrà ora bloccare o annullare retroattivamente transazioni ritenute a rischio per la sicurezza dello Stato, estendendo il controllo non solo su merci e dati, ma anche sull’esportazione di servizi e sull’invio di esperti tecnici all’estero.
Per le multinazionali che si affidano a partner cinesi in joint venture per inviare ingegneri o personale di R&S alle filiali estere, questa novità introduce una nuova incertezza. Gli esperti legali avvertono che visti di lavoro, distacchi e programmi di formazione in loco potrebbero subire ritardi o cancellazioni se i regolatori considerano il know-how in settori come chip, intelligenza artificiale o energie verdi “strategico”. Le aziende devono prevedere possibili tasse di uscita e penali per inadempienza contrattuale qualora un incarico all’estero venga interrotto a metà progetto.
Le società cinesi rischiano multe salate, fino al 10% del valore dell’operazione, per mancata conformità, mentre i dirigenti potrebbero essere vietati di viaggiare all’estero. I team di compliance sono invitati a integrare autovalutazioni di sicurezza nazionale nelle checklist pre-partenza e a preparare piani di riserva per il personale in caso di diniego delle autorizzazioni. I partner stranieri dovrebbero inserire clausole di ridondanza nel trasferimento di conoscenze e valutare modelli di erogazione on-shore.
Il regime di revisione si integra inoltre con le leggi cinesi in espansione su dati transfrontalieri e sanzioni. Nel complesso, secondo gli analisti, il pacchetto rappresenta il tentativo di Pechino di mantenere tecnologia proprietaria e capitale umano all’interno del Paese, in un contesto di crescente rivalità tecnologica globale con Washington. Per la funzione di mobilità globale, questo segnala che il prossimo collo di bottiglia potrebbe non essere più il visto, ma l’autorizzazione da parte del governo di origine.
Per le multinazionali che si affidano a partner cinesi in joint venture per inviare ingegneri o personale di R&S alle filiali estere, questa novità introduce una nuova incertezza. Gli esperti legali avvertono che visti di lavoro, distacchi e programmi di formazione in loco potrebbero subire ritardi o cancellazioni se i regolatori considerano il know-how in settori come chip, intelligenza artificiale o energie verdi “strategico”. Le aziende devono prevedere possibili tasse di uscita e penali per inadempienza contrattuale qualora un incarico all’estero venga interrotto a metà progetto.
Le società cinesi rischiano multe salate, fino al 10% del valore dell’operazione, per mancata conformità, mentre i dirigenti potrebbero essere vietati di viaggiare all’estero. I team di compliance sono invitati a integrare autovalutazioni di sicurezza nazionale nelle checklist pre-partenza e a preparare piani di riserva per il personale in caso di diniego delle autorizzazioni. I partner stranieri dovrebbero inserire clausole di ridondanza nel trasferimento di conoscenze e valutare modelli di erogazione on-shore.
Il regime di revisione si integra inoltre con le leggi cinesi in espansione su dati transfrontalieri e sanzioni. Nel complesso, secondo gli analisti, il pacchetto rappresenta il tentativo di Pechino di mantenere tecnologia proprietaria e capitale umano all’interno del Paese, in un contesto di crescente rivalità tecnologica globale con Washington. Per la funzione di mobilità globale, questo segnala che il prossimo collo di bottiglia potrebbe non essere più il visto, ma l’autorizzazione da parte del governo di origine.
Fonte: The Straits Times
Come può aiutarti VisaHQ
VisaHQ semplifica la richiesta del visto per privati e aziende. Verifica i requisiti di viaggio aggiornati, prepara i documenti necessari e gestisci la tua richiesta online tramite il portale VisaHQ per China.Di più da China
Visualizza tutto
Il valico di Shenzhen Bay inaugura la corsia veloce con riconoscimento facciale per gli automobilisti transfrontalieri
Il Porto di Hengqin Gestisce 17,8 Milioni di Viaggiatori nel Primo Semestre 2026, con un Aumento del 28%