
L’aeroporto internazionale Giovanni Paolo II di Cracovia si è svegliato giovedì 2 luglio con le stesse scene già segnalate a Málaga, Milano-Bergamo e in altri scali turistici europei: viaggiatori extra-UE in lunghe code che si snodano fino al piazzale partenze. Il problema è il nuovo Sistema di Entrata/Uscita (EES) – il registro biometrico dell’UE che richiede ai visitatori esenti da visto al primo ingresso di fornire impronte digitali e un’immagine facciale ad alta risoluzione al controllo di frontiera. In una dura dichiarazione, Ryanair ha definito il sistema “non pronto per i picchi di traffico” e ha chiesto alla Commissione Europea di permettere agli Stati membri – inclusa la Polonia – di sospendere i controlli durante luglio e agosto. Secondo la compagnia, Cracovia è già uno dei sette aeroporti dove le code superano regolarmente le due ore, causando coincidenze perse e, in alcuni casi, voli con posti vuoti perché i passeggeri restano bloccati all’esterno. La compagnia sostiene che i turisti non dovrebbero essere usati come “cavie” mentre gli aeroporti si affrettano a installare nuovi chioschi biometrici e assumere personale di frontiera aggiuntivo. La Guardia di Frontiera polacca (SG) afferma di aver schierato 40 agenti in più e noleggiato tende temporanee per proteggere i passeggeri dal sole, ma le associazioni di settore ritengono che le misure siano insufficienti. Aletta von Massenbach, direttrice dell’aeroporto di Berlino, ha dichiarato al Guardian che “la situazione è insostenibile durante l’estate” e ha avvertito che hub vicini come Cracovia rischiano danni d’immagine se la congestione persiste. Le agenzie di viaggio segnalano già un aumento delle modifiche agli itinerari, con tour operator che indirizzano i clienti lontano dagli aeroporti più colpiti. Per i responsabili della mobilità globale, il consiglio immediato è di aggiungere almeno 90 minuti ai tempi di check-in abituali per i cittadini di paesi terzi in partenza dalla Polonia, ricordare ai viaggiatori che la prima registrazione EES è la più lenta e garantire ampi margini per le coincidenze. A lungo termine, le aziende potrebbero dover valutare se convenga dirottare le missioni Schengen di breve durata verso aeroporti dotati di “e-gate” automatizzati EES o posticiparle dopo il picco estivo, se la flessibilità lo consente.
Fonte: The Guardian
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