
I principali enti dell'aviazione europea – Airports Council International (ACI Europe), Airlines for Europe (A4E) e International Air Transport Association (IATA) – hanno scritto alla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen lanciando l’allarme sul Sistema di Entrata/Uscita Schengen (EES). In una lettera aperta pubblicata il 4 luglio, i gruppi hanno rivelato che in alcuni aeroporti i tempi di attesa dei passeggeri raggiungono già le cinque ore, chiedendo che gli Stati membri possano sospendere completamente i controlli biometrici durante il picco dei viaggi di luglio e agosto.
La richiesta assume particolare importanza per il Belgio. L’aeroporto di Bruxelles prevede oltre cinque milioni di passeggeri nei due mesi estivi e da aprile, da quando l’EES è diventato obbligatorio, ha già dovuto affrontare code di tre ore. Sebbene le autorità belghe abbiano attivato a marzo una modalità “flessibile” che consente alla polizia di frontiera di interrompere la raccolta delle impronte digitali se le attese superano i 25 minuti, l’aeroporto ha comunque dovuto mettere in campo due postazioni di controllo aggiuntive e 60 chioschi self-service, misure che hanno appena contenuto i ritardi sotto l’ora durante il recente picco di Pentecoste.
I leader del settore sostengono che le regole attuali limitano l’azione dei comandanti della polizia di frontiera: la sospensione può scattare solo quando le code sono già critiche, momento in cui i ritardi si propagano a catena nei programmi dei voli. ACI chiede un’esenzione totale per luglio e agosto, oltre a una clausola permanente di “flessibilità operativa” per il futuro. Senza queste misure, avvertono, le coincidenze perse e le violazioni dei tempi di servizio degli equipaggi potrebbero causare migliaia di cancellazioni in tutta Europa, colpendo in particolare gli aeroporti hub come Bruxelles, per la loro alta percentuale di traffico in transito.
Per i responsabili della mobilità aziendale, la posta in gioco è alta. Le aziende che spostano personale dentro o fuori dal Belgio quest’estate dovrebbero consigliare ai viaggiatori non UE di presentarsi in aeroporto almeno tre ore prima della partenza e, dove possibile, di preregistrarsi tramite l’app beta dell’UE per smartphone. Le politiche di viaggio aziendali potrebbero inoltre dover essere temporaneamente modificate per coprire i costi di hotel e riemissione biglietti dovuti ai ritardi ai controlli di frontiera, spese non rimborsabili secondo le norme UE sui diritti dei passeggeri aerei.
Finora la Commissione ha resistito alle richieste di una sospensione totale, sostenendo che gli Stati membri devono adeguare il personale e che il sistema “funziona come previsto”. Con il previsto aumento dei passeggeri dal primo weekend delle vacanze scolastiche, l’11 luglio, le prossime due settimane saranno decisive per capire se le misure di emergenza belghe saranno sufficienti o se la pressione politica per una sospensione più ampia diventerà irresistibile.
La richiesta assume particolare importanza per il Belgio. L’aeroporto di Bruxelles prevede oltre cinque milioni di passeggeri nei due mesi estivi e da aprile, da quando l’EES è diventato obbligatorio, ha già dovuto affrontare code di tre ore. Sebbene le autorità belghe abbiano attivato a marzo una modalità “flessibile” che consente alla polizia di frontiera di interrompere la raccolta delle impronte digitali se le attese superano i 25 minuti, l’aeroporto ha comunque dovuto mettere in campo due postazioni di controllo aggiuntive e 60 chioschi self-service, misure che hanno appena contenuto i ritardi sotto l’ora durante il recente picco di Pentecoste.
I leader del settore sostengono che le regole attuali limitano l’azione dei comandanti della polizia di frontiera: la sospensione può scattare solo quando le code sono già critiche, momento in cui i ritardi si propagano a catena nei programmi dei voli. ACI chiede un’esenzione totale per luglio e agosto, oltre a una clausola permanente di “flessibilità operativa” per il futuro. Senza queste misure, avvertono, le coincidenze perse e le violazioni dei tempi di servizio degli equipaggi potrebbero causare migliaia di cancellazioni in tutta Europa, colpendo in particolare gli aeroporti hub come Bruxelles, per la loro alta percentuale di traffico in transito.
Per i responsabili della mobilità aziendale, la posta in gioco è alta. Le aziende che spostano personale dentro o fuori dal Belgio quest’estate dovrebbero consigliare ai viaggiatori non UE di presentarsi in aeroporto almeno tre ore prima della partenza e, dove possibile, di preregistrarsi tramite l’app beta dell’UE per smartphone. Le politiche di viaggio aziendali potrebbero inoltre dover essere temporaneamente modificate per coprire i costi di hotel e riemissione biglietti dovuti ai ritardi ai controlli di frontiera, spese non rimborsabili secondo le norme UE sui diritti dei passeggeri aerei.
Finora la Commissione ha resistito alle richieste di una sospensione totale, sostenendo che gli Stati membri devono adeguare il personale e che il sistema “funziona come previsto”. Con il previsto aumento dei passeggeri dal primo weekend delle vacanze scolastiche, l’11 luglio, le prossime due settimane saranno decisive per capire se le misure di emergenza belghe saranno sufficienti o se la pressione politica per una sospensione più ampia diventerà irresistibile.
Fonte: The Connexion