
Passeggeri business e leisure in arrivo o partenza dall’Irlanda si troveranno ad affrontare una vera e propria tempesta perfetta questa estate, dopo che nuovi dati hanno confermato che l’aeroporto di Dublino prevede circa 11 milioni di viaggiatori tra maggio e ottobre 2026, 300.000 in più rispetto al 2025. Questo aumento arriva mentre l’aeroporto è ancora legalmente limitato a 32 milioni di passeggeri all’anno, il che significa che ogni viaggiatore in più spinge le infrastrutture esistenti sempre più vicino al limite. Le compagnie aeree stanno già riducendo i loro programmi: Aer Lingus ha cancellato oltre 500 voli a causa di ritardi nelle manutenzioni pesanti degli aerei a lungo raggio, mentre Ryanair ha tagliato quasi il 10% del suo programma previsto per Dublino in segno di protesta contro il limite di passeggeri e l’aumento delle tariffe. I coordinatori degli slot e l’Autorità dell’Aviazione Irlandese avvertono che il programma ridotto non si traduce in terminal più tranquilli. Al contrario, la domanda si concentra su meno partenze, aumentando il tasso di occupazione e allungando le code al check-in, ai controlli di sicurezza e al pre-clearance per gli Stati Uniti. La carenza di personale nel controllo del traffico aereo aggrava ulteriormente la situazione; le ripetute chiusure di settori a breve preavviso questa primavera hanno costretto a deviazioni e causato ritardi a catena in tutta la rete. Lo sciopero dei controllori in Europa, più recentemente in Belgio, ha già cancellato oltre 100 voli utilizzati dai turisti irlandesi. L’operatore aeroportuale daa ha introdotto scanner a tomografia computerizzata che permettono ai passeggeri di tenere liquidi ed elettronica nei bagagli a mano, ma i dati storici mostrano che i tempi di attesa alla sicurezza aumentano rapidamente quando mancano personale o apparecchiature. I rilevatori indipendenti di tempi di attesa hanno registrato diversi picchi oltre i 50 minuti durante il weekend festivo di giugno, nonostante i nuovi scanner. Le associazioni di settore che hanno presentato osservazioni al Comitato Trasporti dell’Oireachtas sostengono che senza un intervento legislativo per alzare il limite di pianificazione, la congestione cronica rischia di danneggiare l’attrattività dell’Irlanda come hub europeo e potrebbe spingere investitori e turisti verso aeroporti concorrenti come Amsterdam, Parigi o Londra. Per i responsabili della mobilità aziendale il messaggio è chiaro: consigliare ai dipendenti in trasferta e ai dirigenti in visita di arrivare almeno tre ore prima delle partenze europee e quattro ore prima dei voli transatlantici, prenotare biglietti flessibili o completamente rimborsabili quando possibile e prevedere tempi di margine negli appuntamenti. Le società di gestione viaggi invitano inoltre le aziende a rivedere le politiche di ‘bleisure’, ricordando ai dipendenti che le norme UE sui rimborsi si applicano in caso di ritardi superiori a tre ore su voli operati da vettori UE o in partenza da aeroporti UE. Fino all’approvazione di nuove leggi, ritardi e affollamenti saranno la caratteristica dominante dei viaggi nella stagione di punta irlandese del 2026.
Fonte: The Traveler
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