
Un giudizio severo pubblicato il 28 luglio 2026 rivela che un giudice senior per l’immigrazione ha annullato un rifiuto di asilo da parte del Home Office dopo aver scoperto che passaggi chiave nella lettera di diniego erano stati generati da uno strumento di intelligenza artificiale e facevano riferimento a una nota informativa sul paese inesistente. Il caso – anonimizzato per proteggere il richiedente – riguardava una donna nordafricana che aveva richiesto lo status di rifugiata nel Regno Unito nel 2025. Nel respingere la sua domanda, gli operatori del Home Office avevano citato una “Country Policy and Information Note: Morocco – Women” del 2021, che il giudice ha definito un “chiaro esempio di allucinazione AI”: il documento non è presente nella biblioteca del dipartimento e contiene riferimenti a fonti inesistenti. Questa sentenza rappresenta la prima volta in cui un tribunale critica esplicitamente l’uso crescente di AI generativa da parte del Home Office per redigere le lettere di decisione. Le prove presentate hanno mostrato che il personale è stato incoraggiato a utilizzare un assistente interno basato su un modello linguistico di grandi dimensioni per ridurre i tempi di redazione “fino al 70%”. Tuttavia, il giudice ha avvertito che l’uso di output AI non verificati in decisioni che riguardano vite umane viola il dovere legale di effettuare indagini approfondite e di fornire motivazioni chiare. Per datori di lavoro e responsabili della mobilità internazionale, l’episodio non è solo una curiosità legale. Il Home Office sta sperimentando lo stesso strumento LLM nei processi di estensione dei visti e verifica dello status, sollevando timori che domande di permessi di lavoro o di residenza possano subire ritardi o rifiuti errati a causa di errori generati artificialmente. Studi legali segnalano un aumento di “documenti misteriosi” citati in recenti rifiuti per lavoratori qualificati, sospettando che provengano da bozze AI. La sentenza avrà probabilmente ripercussioni in tutto il governo. Il Segretariato per l’Etica dell’AI e dei Dati del Cabinet Office dovrebbe ora introdurre misure più rigorose, inclusa la firma obbligatoria da parte di un umano e controlli di provenienza prima dell’uso di testi generati da AI nelle decisioni sull’immigrazione. L’Autorità di Regolamentazione dei Solicitors ricorda già ai rappresentanti che presentare materiale “allucinato” può portare a sanzioni disciplinari – un avvertimento che ora si estende anche agli avvocati governativi. Praticamente, le aziende devono prepararsi a richieste di documenti più frequenti e a tempi decisionali più lunghi mentre il Home Office rivede i casi assistiti dall’AI. Quando un rifiuto cita linee guida oscure, i consulenti dovrebbero chiedere la divulgazione delle fonti sottostanti e, se necessario, contestare la decisione per motivi di diritto pubblico. Il caso è anche un campanello d’allarme per le organizzazioni che implementano AI generativa in ambiti critici per la conformità: una governance solida, tracciabilità e revisione umana sono imprescindibili.
Fonte: The Guardian
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