
Il Dipartimento degli Affari Interni australiano ha pubblicato la Direttiva Ministeriale 119, un'istruzione vincolante per i responsabili delle decisioni sui visti che rivoluziona l’ordine di elaborazione delle candidature per la migrazione qualificata e delle domande di visto. Firmata dal Ministro degli Affari Interni e dell’Immigrazione Tony Burke ed entrata in vigore il giorno successivo alla firma, la nuova direttiva annulla formalmente la Direttiva 105 e riguarda l’intera gamma di visti permanenti e provvisori per lavoratori qualificati, dal Subclass 186 Employer Nomination Scheme al Subclass 494 Skilled Employer-Sponsored Regional visa.
Secondo la Direttiva 119, le domande vengono ora valutate su due criteri: la professione del richiedente e la sua posizione geografica al momento della presentazione. La massima priorità è riservata ai candidati già presenti in Australia che ricoprono ruoli nelle forze dell’ordine o nella difesa, seguiti dai loro omologhi offshore. Le professioni nel settore delle costruzioni, della sanità e dell’insegnamento passano ai livelli successivi, sempre con priorità per chi è on-shore rispetto a chi è offshore. Tutti gli altri lavoratori qualificati presenti in Australia sono collocati nel quarto livello, mentre quelli all’estero nel quinto e ultimo.
Fondamentale è l’estensione di questo schema di priorità anche al nuovo flusso di visti Skills-in-Demand (Subclass 482), a testimonianza dell’intenzione del governo di allineare i canali temporanei di talento agli obiettivi di migrazione permanente. Per i datori di lavoro, la novità promette decisioni più rapide per chi sponsorizza lavoratori già attivi nel mercato del lavoro australiano, in particolare nei settori con carenze acute come infermieristica, assistenza agli anziani, ingegneria civile e costruzione di abitazioni. Le aziende che si affidano al reclutamento offshore dovranno invece prepararsi a tempi più lunghi e rivedere pianificazioni del personale, strategie di accordi lavorativi e budget per trasferimenti.
I consulenti per la migrazione invitano i team HR a presentare rapidamente le richieste di upgrade delle nomine on-shore, a verificare che i codici delle professioni corrispondano alle nuove liste di priorità e a inviare domande “pronte per la decisione” per sfruttare le code più veloci. I migranti qualificati già in Australia – molti con visti da laureati, working holiday o carenza temporanea di competenze – sono i principali beneficiari: convertendo il loro visto in uno di valore superiore mentre sono on-shore, superano i candidati offshore, aumentando la competizione per le nomine statali e territoriali. I candidati offshore, invece, devono prepararsi a tempi di elaborazione più lunghi, a meno che non abbiano qualifiche nei settori costruzioni, sanità, insegnamento o difesa.
La Direttiva 119 si inserisce nella più ampia Strategia Migratoria del governo, che punta a snellire le procedure, contrastare lo sfruttamento e allineare meglio l’ingresso dei migranti alle reali esigenze economiche. Pur accolta con favore da associazioni di settore come la Housing Industry Association e l’Aged & Community Care Providers Association, la svolta ha suscitato critiche da parte di datori di lavoro regionali, che sostengono come il reclutamento offshore resti essenziale dove il talento locale scarseggia. Il Dipartimento ha annunciato che monitorerà i tempi di elaborazione e potrebbe rivedere le priorità con direttive successive, lasciando aperta la possibilità di ulteriori evoluzioni politiche nei prossimi mesi.
Secondo la Direttiva 119, le domande vengono ora valutate su due criteri: la professione del richiedente e la sua posizione geografica al momento della presentazione. La massima priorità è riservata ai candidati già presenti in Australia che ricoprono ruoli nelle forze dell’ordine o nella difesa, seguiti dai loro omologhi offshore. Le professioni nel settore delle costruzioni, della sanità e dell’insegnamento passano ai livelli successivi, sempre con priorità per chi è on-shore rispetto a chi è offshore. Tutti gli altri lavoratori qualificati presenti in Australia sono collocati nel quarto livello, mentre quelli all’estero nel quinto e ultimo.
Fondamentale è l’estensione di questo schema di priorità anche al nuovo flusso di visti Skills-in-Demand (Subclass 482), a testimonianza dell’intenzione del governo di allineare i canali temporanei di talento agli obiettivi di migrazione permanente. Per i datori di lavoro, la novità promette decisioni più rapide per chi sponsorizza lavoratori già attivi nel mercato del lavoro australiano, in particolare nei settori con carenze acute come infermieristica, assistenza agli anziani, ingegneria civile e costruzione di abitazioni. Le aziende che si affidano al reclutamento offshore dovranno invece prepararsi a tempi più lunghi e rivedere pianificazioni del personale, strategie di accordi lavorativi e budget per trasferimenti.
I consulenti per la migrazione invitano i team HR a presentare rapidamente le richieste di upgrade delle nomine on-shore, a verificare che i codici delle professioni corrispondano alle nuove liste di priorità e a inviare domande “pronte per la decisione” per sfruttare le code più veloci. I migranti qualificati già in Australia – molti con visti da laureati, working holiday o carenza temporanea di competenze – sono i principali beneficiari: convertendo il loro visto in uno di valore superiore mentre sono on-shore, superano i candidati offshore, aumentando la competizione per le nomine statali e territoriali. I candidati offshore, invece, devono prepararsi a tempi di elaborazione più lunghi, a meno che non abbiano qualifiche nei settori costruzioni, sanità, insegnamento o difesa.
La Direttiva 119 si inserisce nella più ampia Strategia Migratoria del governo, che punta a snellire le procedure, contrastare lo sfruttamento e allineare meglio l’ingresso dei migranti alle reali esigenze economiche. Pur accolta con favore da associazioni di settore come la Housing Industry Association e l’Aged & Community Care Providers Association, la svolta ha suscitato critiche da parte di datori di lavoro regionali, che sostengono come il reclutamento offshore resti essenziale dove il talento locale scarseggia. Il Dipartimento ha annunciato che monitorerà i tempi di elaborazione e potrebbe rivedere le priorità con direttive successive, lasciando aperta la possibilità di ulteriori evoluzioni politiche nei prossimi mesi.
Fonte: Department of Home Affairs
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L'Australia emette la Direttiva Ministeriale 119, dando priorità ai richiedenti visti per lavoratori qualificati residenti nel paese
L'Australia emette la Direttiva Ministeriale 119, dando priorità ai richiedenti visti per lavoratori qualificati residenti nel paese